La Puglia e la qualità dei suoi mari, ancora un primato da record, per Matarrelli dell’AIP “Rivendichiamo gran parte del merito”

 

 

Puglia, per Matarrelli dell’AIP “Rivendichiamo gran parte del merito”

“Il risultato è figlio d’investimenti, programmazione e sinergia con il Governo regionale” ha detto ancora, nella sua attenta disamina, il Presidente dell’Autorità Idrica Pugliese (AIP) Antonio Matarrelli. Secondo i test del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente le acque che lambiscono le coste della nostra regione, per il terzo anno consecutivo, hanno registrato un importante primato per la (buona) qualità della balneazione.

“Siamo molto orgogliosi di questo traguardo, cui abbiamo contribuito attraverso una programmazione capillare e una cospicua mole d’investimenti sempre in sinergia con il governo regionale”, ha precisato il Presidente AIP e sindaco di Mesagne Matarrelli. Del resto, ha ribadito, “Lo dicono i dati”, considerando che “dal 2012, il 35% degli investimenti realizzati ogni anno in Puglia sul servizio idrico integrato ha interessato il potenziamento e l’adeguamento dei depuratori (già gravati da carenze strutturali e disfunzionalità), con l’utilizzo di fondi derivanti dalla tariffa idrica e dalle programmazioni comunitarie”.

Inoltre, ha continuato Matarrelli , “Dal 2018 a oggi sono stati programmati interventi per circa 310 milioni di euro proprio su 32 impianti di depurazione che scaricano in mare, al fine di garantire la (buona) qualità delle acque della costa e la tutela della salute dei bagnanti”.

Molto è stato fatto per “limitare il più possibile gli scarichi nelle acque di balneazione e incentivare il riutilizzo dell’acqua reflua affinata”, ha sottolineato il presidente e tante sono state le strategie messe in campo dall’AIP a supporto della Regione Puglia “per il ri-funzionamento del sistema depurazione e riutilizzo (delle acque), sia per i presidi depurativi, sia per le reti irrigue. Per noi – ha detto  Matarrelli – l’obiettivo è ambizioso” ed è finalizzato “alla transizione definitiva, volta all’economia circolare, con limiti allo scarico previsti dalla normativa nazionale e quelli più stringenti previsti per il riutilizzo della risorsa idrica depurata”.

È bene sapere che, “Dei 185 impianti pugliesi, solo il 18% scarica direttamente in mare (a fronte di un 75% tra suolo e lame e di un 7% in torrenti e fiumi), mentre lo scarico indiretto nei corpi idrici (canali, lame e torrenti) e sul suolo (trincee drenanti) vi determina comunque una pressione” e che in tal senso, “ AIP, una volta garantito il fabbisogno strutturale degli impianti sottodimensionati (72 depuratori potenziati tra il 2016 e il 2020), ha programmato per il periodo 2020-2045 interventi di sistemazione completa per ciascuno dei depuratori”.

Sappiamo, ha spiegato ulteriormente Matarrelli, che “dal 2014 spetta all’Autorità anche l’approvazione dei progetti definitivi delle misure previste nel Piano degli interventi proposto dall’Acquedotto Pugliese”, per questo, “ è stato possibile entrare nel merito tecnico delle strategie proposte per la risoluzione delle criticità peculiari di ciascun impianto e acquisire così maggiore controllo rispetto al raggiungimento degli obiettivi indicati dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA)” e che “tra il 2016 e il 2021, l’ammontare complessivo degli investimenti nel comparto depurazione è stato di circa 60-65 milioni di euro annui, equipartito tra gli investimenti programmati e realizzati (sempre in pareggio grazie ad un monitoraggio puntuale) e la manutenzione straordinaria necessaria al mantenimento degli standard raggiunti con gli interventi infrastrutturali”.

Poi, c’è da considerare “il Piano d’Ambito 2020-2045 approvato a marzo di quest’anno che prevede, sempre per il comparto depurativo, interventi per complessivi 1.690 milioni di euro con cui, oltre a tenere alto lo standard della capacità di trattamento, potrà garantire il riutilizzo irriguo e civile della risorsa, ridurre le emissioni odorigene, migliorare la gestione dei fanghi di depurazione”.

Infine, “Un’attenzione particolare meritano gli investimenti pianificati per le opere di allontanamento in mare dei reflui depurati mediante la realizzazione di condotte sottomarine, in special modo in casi in cui lo scarico avviene in prossimità di aree marine protette o di coste di elevato pregio dal punto di vista turistico: la cifra complessiva è di circa 1300 milioni di euro”, così come, ha concluso il sindaco di Mesagne, “Nel breve e medio termine, Regione Puglia ed AIP hanno inoltre previsto una prima serie di interventi mirati a adeguare le esistenti stazioni dei presidi depurativi o a realizzare una stazione dedicata all’interno di essi, calcolando un ipotetico risparmio idrico superiore a 50 mm3 l’anno”.

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Elvira Zammarano

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