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Puglia, sull’inceneritore Newo, nessuna luce e ancora tante ombre: per l’AIA mancano i documenti, per il Cordinamento “La magistratura deve fare chiarezza”  

Continua il braccio di ferro, lungo 7 anni, tra il Coordinamento dei Comitati, delle Associazioni e dei Cittadini di Modugno e dei Comuni limitrofi (No Inceneritore No Newo) e la regione Puglia.

https://www.widenews.it/2023/03/22/inceneritore-newo-associazioni-comitati-e-sindaci-dicono-no-la-puglia-non-diventera-la-pattumiera-ditalia/

 Tante (troppe) le irregolarità riguardanti il “Newo”, mancherebbero, per esempio, alcuni importanti documenti sull’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)  e ci sarebbero perplessità e dubbi – riportati nell’esposto che il Coordinamento NO NEWO depositerà nei prossimi giorni presso le Procure e Corte dei Conti – sui finanziamenti pubblici (ben 10 milioni di Euro) stanziati da Puglia Sviluppo.

 A dirlo è la stessa Rosa D’AMATO, Europarlamentare, che da sette anni, si batte a suon di esposti, insieme all’attivista Nicoletta Ladisa, per bloccare un procedimento iniziato nel 2016 e che, nel 2018, ebbe parere favorevole dalla Regione Puglia sulla compatibilità ambientale dell’inceneritore, oggi, oggetto del contenzioso.

Secondo la Regione Puglia l’inceneritore non avrebbe avuto nessuna negativa ricaduta sull’ambiente e, dunque, nulla avrebbe potuto e dovuto ostacolare la sua realizzazione. Per gli ambientalisti del Coordinamento (No Inceneritore No Newo) e i cittadini, le cose, invece, non stavano esattamente così: le criticità c’erano ed erano anche tante.

“Abbiamo presentato da poco un’altra interrogazione parlamentare alla Commissione Europea – riferisce Rosa D’AMATO – che ha recepito le criticità rilevate dal Coordinamento (Comitato No Inceneritore No Newo)” e “che chiarisce un importante aspetto della lunga battaglia che dura da sette anni” .

Del resto, a rispondere all’interrogazione della D’AMATO, mettendo tutto nero su bianco, è la stessa Elisa FERREIRA, commissario europeo per la politica Regionale, la quale spiega “che il programma NEWO, non rientrava nell’elenco de progetti 2014 -2020 finanziati dal Fondo Europeo di sviluppo regionale (FESR) e dal Fondo sociale europeo, né per asse I né per asse III”, mentre la società puntava anche su questo per ottenere i finanziamenti. Tra l’altro, dice ancora la  FERREIRA “i lavori preparatori del progetto non sono stati ultimati in quanto l’AIA non è stata completata e risultano mancanti documenti importanti relativi alla società NEWO”.

“Ci auguriamo – dicono dal Coordinamento NO INCENERITORE-NO NEWO – che, in vista dell’ennesimo rinvio della Conferenza di Servizi, richiesto, stavolta, da ARPA Puglia, la magistratura faccia luce sulla mancanza di questi requisiti essenziali che, normalmente, non dovrebbero permettere di ottenere né autorizzazioni, né tantomeno finanziamenti pubblici”.

Immagine di copertina:
in alto a sx Elisa Ferreira, in basso, Nicoletta Ladisa, a dx Rosa D’Amato

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Elvira Zammarano

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