“La pioggia e il fango ricopriranno l’Italia intera (?)”, la provocazione dell’Ordine dei Geologi della Puglia

Se per l’Ordine dei Geologi della Puglia (Org) la mirata e ‘competente’ provocazione viene espressa con una certa assertività, il nostro punto di domanda potrebbe, invece, rappresentare il pensiero di noi cittadini. È davvero questo il rischio che corriamo?

Per i geologi pugliesi, “l’evento alluvionale accaduto in Emilia Romagna pone ancora una volta al centro delle discussioni il dissesto idrogeologico e i cambiamenti climatici. Ad oggi – dicono – sono 42 i comuni alluvionati, circa 10 mila gli sfollati e ora è allarme frane”.

“Secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) – dicono ancora i geologi – terminati i primi soccorsi, i lavori proseguiranno con la pianificazione delle attività di rimozione dei fanghi e dei rifiuti e con eventuali sopralluoghi nelle aree colpite. La solidarietà alla popolazione dell’Emilia Romagna in questo momento di grave difficoltà – aggiungono – è unanime”.

“La pioggia e il fango ricopriranno l’Italia intera (?)”, la provocazione dell’Ordine dei Geologi della Puglia
Idrogeo pericolosità e indicatori di rischio Emilia Romagna

Giovanna Amedei, presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, fa una sintesi dei primi dati raccolti e lancia alcune provocazioni:

“L’eccezionalità dell’evento è fuori discussione – afferma. In 15 giorni – dice – sono caduti circa 600 mm di pioggia a fronte di una media di 900 mm/annui e nella zona di Cesena ne sono precipitati circa 250 in 36 ore”.

Numeri preoccupanti che ricordano quelli della nostra Puglia con le precipitazioni che colpirono il Gargano, Ginosa, il Salento, senza escludere altre province, “visto che la pioggia, cadendo sul suolo, interessa un territorio che per il 98% è a rischio idrogeologico. C’è da dire – continua la presidente – che alla eccezionalità delle precipitazioni, sempre più frequenti, non corrisponde un’altrettanta eccezionalità nel porre rimedio”.

Lavori e progetti risolutivi sono ancora fermamente ancorati negli uffici preposti in attesa di pareri, “un esempio lampante – ribadisce – è la provincia di Foggia dove si aspettano, dal 2014,  interventi di mitigazione, ad oggi non ancora realizzati, con uno stato dei canali, coinvolti nelle alluvioni, disastrato per l’abbandono”.

La verità, “è che si continua a lavorare solo sulle emergenze”, mentre “c’è bisogno di una di una pianificazione e programmazione che deve avere necessariamente alla base una conoscenza geologica perchè ogni regione, ogni provincia, ogni comune, ha le proprie peculiarità geolitologiche, geomorfologiche e idrauliche che necessitano di studi specifici”. Senza contare, sottolinea Amadei, “gli interventi dell’uomo, spesso scellerati, messi in atto in un clima di deregolamentazione generale e a tutti i livelli”. 

Per l’Ordine dei Geologi della Puglia, oltre ai finanziamenti a pioggia, è importante “capire come intervenire a breve, medio e lungo termine, a scala di bacino, considerando negli uffici la presenza di tecnici competenti, soprattutto di un geologo, nella lettura dei progetti, nella loro messa in atto che va dalla fase di presentazione a quella di messa in esercizio”.

È necessario, conclude Giovanna Amadei “prendere coscienza, soprattutto politicamente, che il problema non sono il dissesto idrogeologico o il cambiamento climatico, ma la necessità di affrontare la conoscenza e la successiva pianificazione territoriale con norme altrettanto specifiche, senza trascurare il contributo prezioso di noi geologi”.

Gli ultimi drammatici eventi accaduti in Emilia-Romagna ne sono la prova. Eventi che domani potranno coinvolgere altre regioni italiane, compresa la Puglia.

In copertina Idrogeo pericolosità e indicatori di rischio Puglia

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Elvira Zammarano

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