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Orrore in diverse mense ospedaliere italiane, blatte, escrementi e batteri: i NAS chiudono 7 cucine. A Bari10 denunce

Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Sanità, ha effettuato controlli a tappeto per verificare lo stato delle mense  delle strutture ospedaliere e sanitarie in Italia. Sotto la lente dei militari le condizioni igieniche, strutturali e l’attuazione delle procedure di sicurezza alimentare e la corrispondenza ai vincoli contrattuali delle ditte assegnatarie.

992 le strutture, sia pubbliche sia private, sottoposte a verifica con i loro punti di cottura e preparazione dei pasti, di cui 340 hanno presentato irregolarità, con 431 infrazioni penali e amministrative, per 230 mila euro di sanzioni pecuniarie. Le contestazioni riguardavano chiare violazioni nella gestione degli alimenti, che risultavano di scarsa qualità e quantità rispetto ai requisiti prescritti nei capitolati d’appalto e per l’uso di ambienti privi di adeguata pulizia e funzionalità.

Nel corso delle verifiche sono stati eseguiti anche numerosi tamponi di superficie per la ricerca di eventuali agenti patogeni su superfici di lavoro, vassoi e acqua utilizzata per la preparazione dei pasti. Ed è proprio nell’acqua, precisamente in Sicilia, presso un’azienda di catering di Agrigento, e anche a Palermo, che è stata trovata una carica batterica di tipo coliforme superiore ai limiti ammessi. Pertanto i NAS hanno disposto la sospensione dell’attività e la sanificazione delle cisterne utilizzate per lo stoccaggio dell’acqua.

Anche a Bari, i carabinieri hanno controllato 21 centri di cottura terminali di smistamento pasti all’interno di strutture sanitarie pubbliche e private di cui 10 sono risultate non conformi, accertando:

  •  molteplici carenze igienico – sanitarie e strutturali dovute alla mancanza di pulizia ordinaria e

straordinaria negli ambienti destinati alla preparazione, conservazione e cottura pasti;

  •  locali inizialmente destinati allo stoccaggio delle derrate alimentari, impropriamente

utilizzati come deposito farmaci e dispositivi medici;

  •  mancata applicazione delle procedure di rilevamento e controllo degli agenti infestanti

previsti nell’autocontrollo aziendale;

12 le sanzioni amministrative applicate per un valore di € 9.000, con conseguente segnalazione alla competente autorità sanitaria amministrativa.

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Elvira Zammarano

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