Bari, manifestazione contro l’autonomia differenziata, anche il PCI scende in piazza

Domani, 18 febbraio, alle ore 17.00, in Piazza Prefettura, a Bari, si svolgerà la manifestazione regionale contro l’autonomia differenziata fortemente voluta dalla Cgil Puglia e da numerose associazioni, partiti, amministratori pubblici, intellettuali, economisti e studenti. L’obiettivo è richiamare l’attenzione sulle possibili ricadute negative che le regioni più fragili avrebbero rispetto alle ‘più ricche’.

“Vogliamo condividere una grande preoccupazione che arriva soprattutto dai nostri territori – dichiara Pino Gesmundo, segretario generale della Cgil Puglia. Da tempo abbiamo realizzato una grande alleanza con le associazioni che collaborano e costruiscono insieme a noi, visioni e iniziative e analisi. Oggi, siamo assieme su questo tema dell’autonomia che rischia di far crescere disuguaglianze”.

Sull’argomento interviene anche il PCI che sottolinea l’importanza , “della difesa dell’uguaglianza dei diritti, dell’unità della Repubblica e dei valori costituzionali”, pertanto “Il Partito Comunista Italiano aderisce alla manifestazione (di domani) contro il disegno di autonomia differenziata approvato dal governo di destra e ben radicato nella modifica del Titolo V della Costituzione voluta dalla sinistra liberista. Secessionismo e presidenzialismo – dicono ancora dal direttivo – mirano alla definitiva disarticolazione del quadro istituzionale della Repubblica nata dalla Resistenza, svuotando di senso il Parlamento e il dettato della Costituzione. L’ampio movimento democratico impegnato a respingere queste norme eversive recida ogni legame politico con le forze che le hanno elaborate, consentite e volute – e ribadiscono –  non c’è speranza che i leghisti rinuncino a questa battaglia identitaria, non c’è speranza che i post-fascisti, nazionalisti di carta, abbandonino lo scambio con il presidenzialismo”. Così come “non c’è speranza che la cosiddetta sinistra, Pd e ruote di scorta, torni sui suoi passi dopo oltre vent’anni di assimilazione del discorso secessionista e dopo aver rinnovato in termini ancora più gravi la questione meridionale”.

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da Redazione

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