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Scuola, Rotazione ordinaria Dirigenti, l’ANAC, “è necessaria per evitare fenomeni corruttivi”, sindacati divisi: la Gilda dice sì

L’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) in una recente nota, ha specificato le motivazioni e i criteri riguardanti la rotazione dei Dirigenti scolastici. Sull’ argomento si è acceso un dibattito fortemente divisivo a livello sindacale e tra lo stesso personale della scuola.

Per molti insegnanti, infatti, la questione è delicata, poichè a fronte dei tanti Dirigenti virtuosi ce ne sarebbero alcuni che avrebbero la tendenza a trasformare “nel tempo” la sede scolastica in un vero e proprio feudo, con tanto di vassalli, valvassori e servi della gleba. Per altri, invece, la “precarietà” temporale (si parla di un triennio di permanenza nello stesso Istituto) potrebbe costituire un depauperamento dal punto di vista delle relazioni.

Nello specifico, per i Dirigenti, ANAC parla di una rotazione ordinaria (legge 190/2012 art. 1, comma 5, lettera b), cioè strettamente legata alle misure organizzative in capo alle Amministrazioni e alla prevenzione degli illeciti. A differenza della rotazione straordinaria che, invece, è utilizzata in presenza di illeciti, dove il lavoratore viene trasferito d’ufficio (d.lgs. 30 marzo 2001 n. 165, art. 16, comma 1, lettera l-quater).

La rotazione ordinaria, dunque, è una misura finalizzata a prevenire i fenomeni indebiti, che ANAC “pur considerando le scuole a ridotto rischio corruttivo (Determinazione n. 241 del 8 marzo 2017)” vivamente sollecita, al fine di “evitare – si legge nella nota – il consolidarsi di relazioni che possano alimentare dinamiche improprie nella gestione amministrativa”.

ANAC, inoltre, spiega che la rotazione ordinaria deve avvenire nell’arco dei 50 Km dalla sede di provenienza e, a tal proposito, non può essere percepita come “una forma di sfiducia o punizione”, ma, al contrario, come “uno strumento di tutela generale, priva di funzioni sanzionatorie, volta a rafforzare l’autonomia degli stessi Dirigenti, a evitare collusioni, incrostazioni e pressioni esterne”. Per ANAC, infine, tale misura, favorirebbe “la crescita professionale (del Dirigente) e l’acquisizione di nuove competenze”, con un maggiore “accesso (per loro) alle fasce superiori da quelle inferiori”.

Sulla rotazione dei Dirigenti scolastici, si dice perfettamente d’accordo anche Carlo Castellana, Segretario provinciale e Dirigente nazionale della Gilda, il sindacato degli Insegnanti.

“Approvo la nota ANAC – ha detto Castellana – e, al di là della nostra proposta di eleggere il Dirigente tra gli stessi Docenti del Collegio, dunque parlo di una dirigenza elettiva, trovo che la rotazione ordinaria sia una cosa sana. Corretta. Perchè fino a quando queste figure hanno ricoperto il ruolo di Presidi, assimilabile al “buon padre di famiglia”, le cose potevano anche funzionare. Oggi, invece, è più difficile, visto che devono amministrare risorse economiche e umane. Quindi – ha ribadito il segretario –  è meglio prevenire. Naturalmente, non ho nulla contro gli attuali 8000 Dirigenti scolastici. Ci sono, ovviamente, tanti esempi virtuosi…però dico pure che è giusto mettere in atto meccanismi di prevenzione. Del resto – aggiunge –  se una legge dello Stato dice che i Dirigenti della Pubblica Amministrazione debbano ruotare, non capisco perché questa non debba valere anche per loro. In fondo – conclude Castellana – nessuno li ha costretti ad assumere quel ruolo”.

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Elvira Zammarano

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