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La Prima alla Scala, conosciamo meglio l’opera di Boris Godunov

Boris Godunov, la prima alla Scala di Milano

Eccoci pronti a seguire l’unico evento operistico inserito nel palinsesto della tv ancora di tutti  ed in diretta. A prendere la scena, con una standing ovation di oltre cinque minuti, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel palco reale con la figlia Laura, visibilmente emozionata. La musica comincia con le note dell’Inno di Mameli Novaro, seguito da quelle dell’Inno alla Gioia, melodia composta da Ludwig van Beethoven, inserita nella Nona Sinfonia, e utilizzata per rappresentare l’UE, alla presenza della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Il soggetto, Boris Godunov, dai forti richiami shakespeariani, scelto in epoca non sospetta, è tratto dal repertorio di Modest Musorgskij, per la consolidata e di ampio respiro direzione di Riccardo Chailly, narra di una partitura vigorosa e corale, caratterizzata dai toni intensi e di grande impatto emotivo.

L’allestimento, che presenta note di riflessione alquanto attuali, contiene due peculiarità musicali: la scelta della prima versione dell’opera, Ur-Boeis, e la proposta dell’edizione critica curata da Evgenij Levasev. La ricerca musiclogica ha potuto restituire venti tre battute ex novo, inserite tra l’incoronazione, il risveglio ed il sogno di Grigorij.
Tra gli interpreti di spicco, Ildar Abdrazakov ha dato prova di doti interpretative, per introspezione, capace di gusto moderno, oltre che di tradizione di questo ruolo.
Il processo ideativo di regia, di Kasper Holten, che ha prediletto un intreccio dal realismo illustrativo e simbolico, comprende un progetto scenografico di natura immersiva, capace di catturare lo spettatore e frutto della maestria della artista inglese Es Devlin, già autrice apprezzata in numerosi e variegati ambiti.


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Foto dell'autore

Anna Maria Pannarale

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