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Bari, il quartiere Libertà, “Tra favole, illusioni e proposte ignorate”

Per Luigi e Michele Cipriani del Movimento Politico Riprendiamoci il Futuro, la situazione del quartiere Libertà può essere riassunta nel titolo.

Luigi Cipriani

Degrado. Malaffare. Insicurezza per i cittadini. Malessere generalizzato. Sono le urgenze del momento su cui non si può e non si deve più procrastinare. Girare la testa dall’altro lato, minimizzare o peggio affabulare con altre inutili promesse, non serve. Anche perché le attuali criticità si aggiungono a quelle del passato, denunciate più volte dallo stesso Cipriani. “Gli interventi – dice l’ex consigliere comunale – devono essere “strutturali” e mirati, perché “quelli fatti finora, per rilanciare il quartiere sono stati un bluff”.

Per i Cipriani “ la caserma dei carabinieri e Porta Futuro 2, il nuovo incubatore comunale per le giovani imprese, ancora una volta sono fumo negli occhi” perché, “la sicurezza del quartiere – dice –  non può essere garantita occupando alcuni locali dell’ex Manifattura facendoli passare per caserma”, come, “non è possibile, né giusto proporre ai tanti giovani disoccupati una fotocopia della fallimentare Porta Futuro 1, le cui competenze, tra l’altro, si sovrappongono a quelle delle agenzie di lavoro e degli uffici di collocamento. Una vera e propria presa in giro”.

Un mare di critiche, quelle di Cipriani, per lui, tutte motivate, perché la questione del quartiere libertà, è sotto gli occhi di tutti. Allora, gli chiediamo in che modo, si potrebbe recuperare questa centralissima e popolosa zona di Bari, per dare a questi cittadini la dignità che meritano.

“Sia io che mio figlio – dice Cipriani – carte alla mano, possiamo dimostrare tutte le richieste fatte negli anni all’allora sindaco Emiliano e, a Decaro, oggi. Avevamo chiesto, per esempio, di utilizzare la parte centrale dell’ex Manifattura, l’ingresso per intenderci, come sede degli assessorati. Questo avrebbe permesso all’amministrazione comunale di risparmiare annualmente oltre 600.000 €. Non solo, ma gli assessorati avrebbero apportato anche un notevole movimento nella zona, beneficiando le attività commerciali e gli stessi residenti. E invece, il Comune che fa? Continua a pagare profumate locazioni per case private diventate uffici comunali”.

Le proposte fatte da Cipriani, sempre rispedite al mittente, riguarderebbero anche il lavoro giovanile, “Quante volte – ribadisce – abbiamo sollecitato sia Emiliano che Decaro sulla creazione di una cittadella delle arti e dei mestieri, grazie ad un uso mirato dei finanziamenti europei. Sarebbe stato un modo concreto per dare un futuro lavorativo a tanti potenziali idraulici, parrucchieri, carrozzieri, saldatori a filo continuo, pizzaioli o baristi. Mestieri, tra l’altro che si stanno perdendo. Ma la cosa importate è che  avremmo strappato tanti ragazzi alla strada e alla malavita per avviarli verso una buona professionalità. Vi pare poco? Eppure su tutto è calato come sempre il silenzio”.

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Elvira Zammarano

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