Bari caso Majorana, “Se lo avessi preso io, gli avrei staccato la testa per giocare a pallone”, così la madre dell’alunna al Prof aggredito

Aggressione Prof

Lo scorso 23 settembre la ragazzina sarebbe entrata in classe alla seconda ora, senza giustifica. Impunemente. Di solito, ma è una mia ipotesi, il Professore Amorese – questo il cognome del docente picchiato -, è uno che giustifica sempre. Non perché sia stupido. Forse è solo troppo paziente. O forse lo fa per quieto vivere. Per evitare scenate e volgarità. Per non rimetterci in salute. Perché tanto non cambia niente ed è inutile lottare per un regolamento la cui applicazione è sempre una mera utopia.

Quel 23 settembre, però, è diverso. È successo in lui qualcosa d’incontenibile. Una sorta di ribellione che è strettamente legata alla sua dignità personale e professionale. Lo immagino così il prof Amorese… Uno che, a un certo punto, decide di dire ‘Basta’. Basta alla prepotenza bulla. Basta al disconoscimento del suo ruolo. Basta a considerare la scuola un bivacco o un diplomificio a go go.

Ma torniamo ai fatti che, ovviamente, sono ancora tutti da accertare. La ragazzina dopo essere entrata rumorosamente alla seconda ora, sarebbe stata rimproverata dal docente. Della serie, visto che sei entrata vistosamente in ritardo, fallo almeno in silenzio…Da lì sarebbe nato il primo botta risposta tra lei e il docente. Un qui pro quo. Lei, offesissima, decide allora che quel giorno il Prof non dovrà fare lezione e rivolgendosi ai compagni li esorta a unirsi a lei nella rivolta. Il Prof che quel giorno ce l’ha proprio storta, sfodera l’unica arma che ha a sua disposizione, la penna, e scrive una nota disciplinare all’indirizzo dell’offesa. Follia.

Il resto sono le botte e le minacce che quel docente ha preso dal padre della ragazza, chiamato immediatamente dalla figlia, perché oltraggiata davanti a tutta la classe. Il resto sono le parole dette, rigorosamente in dialetto, dalla madre della ragazza. Parole da brivido, riportate anche nell’ordinanza di arresto eseguita oggi a carico del padre, “Se lo avessi preso io, gli avrei staccato la testa per giocare a pallone nel cortile”.

Secondo il racconto della donna, accorsa anche lei subito a scuola, avrebbe rimproverato la figlia “per non averla chiamata immediatamente, perché avrebbe saputo certamente come intervenire”, e ora sappiamo pure quale tipo d’ intervento sarebbe stato il suo. Poi la gravissima affermazione, dopo che la ragazza le avrebbe confidato che il professore da un pò “la stava guardando nelle parti intime e che lei gli aveva detto di allontanarsi perché era un pedofilo”. Tesi confermata anche da una compagna della ragazzina, per cui le indagini continuano, ma smentita dall’intero corpo docente.

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Elvira Zammarano

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