Molfetta, la Guardia di Finanza sequestra l’area del nuovo mercato, 11 indagati

La Guardia di Finanza di Molfetta, con decreto della Procura di Trani, ha eseguito un sequestro probatorio con la conseguente apposizione dei sigilli di un’area, oggetto di riqualificazione, destinata alla nascita del mercato cittadino, compresa tra via Dei Salesiani e via Monsignor A. Bello.

Le indagini sono state avviate in seguito alla delibera di approvazione del progetto esecutivo dei lavori da parte della Giunta Comunale di Molfetta, allorquando, la polizia giudiziaria, dopo la procedura di pubblica evidenza e l’affidamento dei lavori, ha scoperto che all’interno della zona, in particolare del sottosuolo, giaceva una discarica incontrollata di rifiuti, che la ditta vincitrice dell’appalto ha smaltito sopportando enormi costi.

Da qui, il contenzioso tra la stessa ditta e il Comune, che, secondo l’ipotesi investigativa, si è concluso con un contratto di transazione non rispettoso delle norme sostanziali e procedurali del codice dei contratti pubblici e con il versamento dell’intero corrispettivo per l’opera inizialmente appaltata e mai terminata, alla ditta appaltatrice.

Contestualmente, i pubblici amministratori locali hanno affidato i lavori di realizzazione dell’opera a un’altra ditta che si era aggiudicata un appalto per il rifacimento delle strade cittadine, senza una autonoma gara.

La giunta comunale, infine, ha approvato un ulteriore progetto “di completamento” dei lavori dell’area mercatale, deliberando altri 700 mila euro, facendo crescere, così, i costi rispetto alla originaria progettazione.

Ciò avrebbe determinato l’ipotesi di frode nelle pubbliche forniture, turbata libertà di scelta del contraente e truffa aggravata ai danni dello Stato e l’individuazione, da parte della Procura, di 11 indagati, tra cui tre amministratori locali, i legali rappresentanti delle ditte appaltatrici e alcuni funzionari comunali.

“Il presente comunicato stampa, fatto salvo il diritto di cronaca, tiene conto della rilevanza delle condotte ipotizzate e del contesto nel quale esse sarebbero maturate. Pertanto, se ne ritiene opportuna la pubblica conoscenza”.

“E’ doveroso altresì rappresentare che il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e che si tratta d’ipotesi ancora tutte da dimostrare nell’eventuale sede dibattimentale. I fatti accertati dalla Procura rappresentano solo il primo passo dell’inchiesta a carico degli indagati e che, pertanto, non esiste alcuna pronuncia di colpevolezza e che le persone indagate devono essere considerate innocenti fino al definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile di condanna, in quanto potrebbero dimostrare, nelle successive fasi, anche processuali, la loro eventuale estraneità ai reati contestati. Pertanto, le ipotesi investigative delineate, sono state formulate nel rispetto del principio della presunzione d’innocenza delle persone indagate”.

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Elvira Zammarano

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