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‘Giornata int. contro la violenza sulle donne’, un convegno del CIF di Bari, il prossimo 23 novembre, Aula “G. Contento”, Palazzo P. del Prete

‘Giornata int. contro la violenza sulle donne’, un impegno che si rinnova di anno in anno

Con la risoluzione n. 54/134, l’ONU, il 17 dicembre del 1999, istituì la ‘Giornata’ contro la violenza sulle donne, scegliendo il 25 novembre come data. Una data fortemente simbolica che ricorda l’ignobile violenza subita dalle tre sorelle Mirabal, dominicane, assassinate nel 1960 mentre andavano a trovare i loro mariti, prigionieri politici del dittatore Rafael Leónidas Trujillo. Da allora quel sacrificio è diventato simbolo del martirio di tante altre donne, uccise per mano di uomini che hanno arbitrariamente cancellato i loro diritti, primo fra tutti quello della vita.

Un fenomeno che non conosce tregua visto i recenti dati dell’Istat, il 31,5% delle donne italiane (6 milioni 788 mila), dai 16 ai 70 anni, almeno una volta, durante la vita, ha subìto violenze psico- fisiche e sessuali (652 mila stupri e 746 mila tentativi di stupro). Numeri da brivido se pensiamo che da quelle ‘prime’ morti, sono passati oltre 60 anni e oltre 20 dall’istituzione della ‘Giornata’. Per cui ogni anno, il 25 novembre, a livello mondiale, attraverso una serie di iniziative, si rinnova il ricordo di quel tragico evento, ma soprattutto, si rinnova l’impegno che tanti uomini e donne, hanno assunto per combattere l’inaccettabile sopruso.

Anche la sezione comunale barese del Centro Italiano Femminile (CIF), per l’occasione, ha organizzato  un convegno, in cui sarà predominante il colore rosso (le scarpe abbandonate nelle piazze cittadine, simbolo della violenza e mezzo di sensibilizzazione ), che si terrà il prossimo 23 novembre, nell’Aula delle Lauree “G. Contento” di Palazzo P. del Prete.

I lavori saranno aperti da Benedetta Sasanelli, presidentessa del CIF, a cui faranno seguito gli interventi di Francesca Bottalico, assessore al Welfare del Comune di Bari, di Maria Iacovone, già presidente di Sezione delle Corte di Appello di Bari, con “La donna come parte offesa nel processo”-  e di Vincenzo Muscatiello, professore ordinario di Diritto Penale dell’Università Aldo Moro di Bari , con la “Giustizia e rispetto delle donne”.

“Le mie scarpe rosse hanno preso a calci i tabù”

Quello delle scarpe rosse (o delle panchine) è un simbolo ideato nel 2009 dall’architetta e artista messicana Elina Chauvet, che con l’installazione Zapatos Rojas posizionata davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, volle ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez. Ma è anche espressione della particolare battaglia personale intrapresa dell’ artista in ricordo della sorella 22enne uccisa dal compagno.

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