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Bari e Bat, 8 arresti per lupara bianca, armi, distruzione di cadavere, violenza, estorsione con l’aggravante mafiosa e minaccia a P.U.

8 arresti della Polizia di Bari e Bat per lupara bianca ed altri gravi reati commessi nei territori di Canosa e Minervino

Stamattina la Polizia di Stato di Bari e BAT, ha arrestato 8 soggetti per omicidio premeditato, in concorso, aggravato, violazione della legge sulle armi e delle misure di prevenzione, distruzione di cadavere, violenza e minaccia a pubblico ufficiale in concorso ed estorsione aggravata con l’aggravante mafiosa. L’ordinanza è stata emessa dal GIP del Tribunale di Bari,  su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Le indagini sono state supportate da una serie di attività tecnico scientifico e testimoniali/accusatorie di alcuni collaboratori di Giustizia.

Nello specifico gli indagati sono accusati  degli omicidi di Sabino D’Ambra, Giuseppe Vassalli, Sabino Sasso e Alessandro Sorrenti, rispettivamente di 45, 32, 39 e 44 anni, avvenuti tra il 2003 e il 2015 a Canosa di Puglia e Minervino Murge. Inoltre, gli otto arrestati sarebbero responsabili anche di violenza e minaccia ad un ufficiale di polizia giudiziaria, allora in servizio presso il Commissariato di P.S. di Canosa di Puglia, la cui auto, parcheggiata presso uffici di Polizia, fu colpita da numerosi colpi di pistola. E, infine, sarebbero colpevoli anche dell’estorsione ai danni di alcuni addetti di un luna park itinerante, allestito per la festa patronale, costretti a corrispondere la somma di 2000 euro a titolo di “protezione”, a cui fece seguito un’azione intimidatoria, con l’esplosione di 53 colpi di kalashnikov, contro le giostre, gli automezzi e le roulotte degli stessi addetti.

Secondo gli investigatori, gli omicidi sarebbero stati commessi con il cosiddetto metodo della “lupara bianca”. Le quattro vittime – complici degli indagati e partecipi dei loro traffici illeciti – furono attirate con l’inganno nelle campagne di Canosa e Minervino Murge e uccise a colpi di pistola. Successivamente, i loro corpi furono bruciati  e ad una delle vittime fu anche fracassato il volto con un masso.

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