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Stalking condominiale, la famiglia accusata non ci sta, “Minacce via web, per noi è gravissimo”

Stalking condominiale, la famiglia accusata riceve minacce sui social.

Dopo il nostro articolo, nel quale abbiamo riportato lo sconcertante epilogo di una serie di liti avvenute tra due famiglie residenti in uno stesso condominio di un piccolo paese alle porte di Bari, e dopo aver messo in evidenza ciò che noi abbiamo giudicato rilevante dal punto di vista del diritto di cronaca, ci ha contattati la presunta ‘famiglia stalker’.

 Nel nostro precedente articolo, più che dare risalto alle controversie dei condomini, da cui tuttora prendiamo le distanze, c’è sembrato giusto sottolineare quella che per noi è la vera notizia della vicenda, ovvero che possa essere presa in considerazione l’ipotesi di un reato per stalking condominiale.

Certamente non sta a noi giornalisti discutere su questo perché le persone indagate sapranno far valere i loro diritti nelle sedi opportune, tuttavia, proprio per il rispetto del diritto di cronaca, da noi più volte invocato, dobbiamo pure riportare alcune precisazioni rispetto al nostro precedente articolo.

La presunta famiglia di stalker, ci ha ovviamente raccontato, documentandola, la sua versione dei fatti. Alla nostra domanda sull’origine del litigio ci ha risposto testualmente, “Un cancelletto d’ingresso condominiale che rimaneva sempre aperto”. “Avevamo paura che potessero entrare i ladri, come è poi successo, fatto che abbiamo regolarmente denunciato” .

“Chiedevamo solo che fossero rispettate le norme sulla sicurezza comune”. “Abbiamo sicuramente insistito – ha raccontato il capo famiglia – ma non credo sia una cosa sbagliata”. “Certo, la cosa pian piano è degenerata e sono volate le parole grosse, gli spintoni e tutto quello che volete, ma la cosa è stata reciproca, come spesso accade fra due persone che litigano”.

“Eravamo circondati da audio-telecamere, la cosa poteva anche farci piacere, fino a quando non ci siamo accorti che le riprese erano invasive perché riguardavano tutto il pianerottolo in comune, compreso la nostra porta di ingresso. A quel punto abbiamo chiesto di cambiare il posizionamento delle video camere o di toglierle dalla nostra portata. Ma inutilmente”.

“Certo, i nervi sono saltati, ma a tutti”, ha detto ancora il capofamiglia. “Mia moglie ha subito di recente un delicato intervento chirurgico dal quale si sta riprendendo e la situazione è delicata” e poi, “Non è vero che la famiglia “vittima” ha lasciato la casa come è stato scritto, perchè ad andar via, siamo stati noi. Loro sono ancora lì, infatti”.

“Volevamo chiudere definitivamente la faccenda e alla prima occasione, per evitare ulteriori liti, ce ne siamo andati”. “Senta dottoressa, noi siamo persone semplici, tempo fa ho perso anche il lavoro, poi mi sono dato da fare, tanto che continuo con dignità a portare avanti la mia famiglia. Ci hanno descritto come dei delinquenti, ma siamo brave persone e non abbiamo mai dato o avuto problemi. Ora però basta, perché c’è qualcuno che sui social, sotto un articolo giornalistico sulla nostra vicenda si è permesso di minacciare. Questo non lo posso consentire, perché se dall’altra parte ci sono dei minori che soffrono, anch’io ho una figlia di appena 17 anni che adesso ha paura di uscire e questo non va per niente bene”.

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