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Attenti, ora lo stalking può essere anche condominiale, il primo caso in provincia di Bari

Il primo caso di stalking condominiale a Bari che certamente farà giurisprudenza.

I protagonisti della brutta vicenda abitano tutti in un paese alle porte di Bari e soprattutto avevano in condivisione un pianerottolo. La famiglia accusata di stalking abitava da un lato e quella molestata, dall’altro. La situazione che ha portato ad una richiesta di rinvio a giudizio a carico dei due coniugi accusati di aver più volte minacciato e mandato all’ospedale l’altra coppia, è cominciata nel 2018, “Inizialmente  – si legge negli atti – con comportamenti ostili e offese rivolte all’uomo e alla donna, specie quando si affacciavano al balcone o quando rincasavano”, poi “Con atteggiamenti sempre più aggressivi nei confronti di ogni membro del nucleo familiare (compreso il figlio minore di questi) che si traducevano in minacce, ingiurie e aggressioni (anche) fisiche”.

“Qual è il tuo problema, adesso prendo un bastone e ti rompo la testa”,  oppure, la donna all’altra donna,  “Fai schifo sei una donna di merda e giù spintoni e graffi,  tanto da costringere la poveretta al pronto soccorso di Triggiano per una escoriazione della regione sovra mammaria sinistra. Tutto questo avveniva pubblicamente, lungo la via o al mercato.

Le minacce e le offese dei due adulti aggressori, non hanno risparmiato neppure il ragazzino, “ Tua madre è una scena, anzi siete una famiglia di scemi”, e quando il ragazzino cercava di intromettersi per proteggere la mamma, si sentiva apostrofare con, “stai zitto trimone torna dentro che hai ancora la merda al culo, ti devo mandare dallo psicologo”. E ancora, “Stai sicura che la festa te la devo fare, ti devo fare un pagliatone  sia a te, che a quel trimone di tuo marito”. Poi quando la donna scendeva il cane in strada, in automatico partivano altri improperi, “se piscia vicino alla ruota della mia macchina ti devo sbattere di testa sopra, lurida troia”

Queste ed altre minacce e offese pubbliche oltre ad alcune aggressioni hanno provocato, specialmente nel bambino, seri problemi di ansia per cui la famiglia in un primo momento è stata costretta a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita, tanto da arrivare a parlare a voce bassa o ad evitare di uscire sul balcone o a controllare il rientro a casa dei familiari, fino a quando, dopo una serie di denunce, non ha deciso di cambiare casa.  

Pertanto lo scorso 6 aprile 2021 la Procura della Repubblica di Bari ha disposto la richiesta di rinvio a giudizio per i due coniugi ‘intemperati’ con l’accusa di atti persecutori ( Stalking) , di cui all’art. 612 bis c.p.

Si tratta di una particolare ipotesi di stalking,  cosiddetto condominiale, poiché prende il nome dal contesto in cui il reato viene commesso. Una ‘novità’ coniata negli ultimi anni dalla Corte Suprema di Cassazione e che fonda il suo riconoscimento giuridico in un’ interpretazione estensiva dell’art. 612 bis c.p.

In questo caso, le vittime, così come contestato nel capo di imputazione, hanno subito “ingiustificatamente” reiterate minacce e molestie dai vicini, tali da costringerli, per il quieto vivere, a trasferirsi  in un’altra casa.

La famiglia molestata  sarà rappresentata  nella prossima udienza preliminare, che si terrà presso il tribunale di Bari dinanzi al Gip/Gup, Dott.ssa De Santis, dall’Associazione Gens Nova OdV, presieduta dall’Avv. Antonio Maria La Scala che, in merito, ha conferito mandato, per la tutela, all’Avv.  Laura Bellanova.

“ Si tratta non solo di uno dei primi processi di stalking condominiale celebrato presso il foro di Bari ha detto l’avvocato La Scala –  che sicuramente farà giurisprudenza,  ma, anche dell’ennesima battaglia che Gens Nova ormai da anni conduce a tutela dei più deboli”.

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