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E la Puglia brucia tra l’indifferenza delle istituzioni, la denuncia delle Guardie ANUU Migratoristi pugliesi

 

La Puglia continua a bruciare, ma le Guardie ANUU Migratoristi non ci stanno, e parlano di  lassismo istituzionale

A denunciarlo in primis sono i cittadini e poi le tante associazioni di volontariato che da tempo continuano a donare il loro tempo, per la tutela del nostro habitat, ed ora anche la vita (muore volontario Arif, originario di Grumo, alla fine delle operazioni di spegnimento di un incendio).

E la Puglia continua a bruciare tra l’indifferenza delle istituzioni, la denuncia delle Guardie ANUU Migratoristi pugliesi

L’ambiente, un bene comune che non può essere a carico dei soli cittadini di buona volontà o di coloro che hanno a cuore le sorti del pianeta o di chi sente visceralmente di appartenere ad esso. È una riflessione che trova fondamento nelle parole di Antonio Di Donato, coordinatore delle guardie Anuu Migratoristi della Puglia, il quale, in un accorato comunicato stampa, prende spunto dai roghi che in questo momento, stanno martoriando la nostra Regione ed in particolare il Bosco Difesa Grande.

 “Il Bosco – spiega Di Donato – è un’area naturale che si trova tra il torrente Gravina e il torrente Basentello. Una ‘residua’ testimonianza della rigogliosa foresta mesofita che ricopriva gran parte della nostra Regione, la cui importanza è data (anche) dalla particolare eterogeneità ambientale e per le specie floristiche e faunistiche di interesse comunitario ivi presenti. Di grande rilevanza, tanto da rientrare nei siti di Importanza Comunitaria (SIC) e di natura 2000, redatto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio”.

Il coordinatore ANUU, sottolinea che ad aggravare la situazione è soprattutto la mancanza di ‘Piani finalizzati’ alla salvaguardia delle aree boschive, così come previsto dall’art. 7 co. 14 della L.R. 59/2017, ovvero attività di vigilanza e prevenzione territoriali.

E la Puglia continua a bruciare tra l’indifferenza delle istituzioni, la denuncia delle Guardie ANUU Migratoristi pugliesi

“Si tratta – dice –  di un insopportabile lassismo nell’applicazione della normativa regionale che ha caratterizzato questi ultimi cinque anni e che noi, come Associazione Migratoristi Italiani, abbiamo deciso di evidenziare così come, tuttora, evidenziamo la mancanza di una seria programmazione faunistico – ambientale, che non può essere gestita dal 15 giugno al 15 settembre, assimilandola alle mere attività di tipo emergenziali ( da protezione civile). Così come non si può rimanere a guardare inermi un incendio che divora tutto, senza pensare a ciò che si sarebbe potuto fare prima se le leggi fossero state applicate”.

“Noi – conclude Di Donato – abbiamo sempre manifestato la nostra disponibilità al Comune di Gravina per la tutela del bosco, senza ricevere riscontro alcuno, ma ribadiamo, ancora e sempre, la nostra volontà al dialogo costruttivo, convinti però che occorre lavorare al ripristino delle funzioni di vigilanza da parte della Regione Puglia. Certo, non sarà la panacea di tutti i mali, ma senz’altro mitigherà le azioni sconsiderate a danno dell’ambiente e del patrimonio naturalistico secolare che appartiene a tutti”.

E ieri un altro vergognoso incendio, l’ennesimo, si è consumato nel quartiere San’Anna a Japigia di Bari, riportiamo lo sfogo ‘social’ di un residente, “Vieni a vedere sta succedendo a Sant’Anna. Sono mesi che segnaliamo le sterpaglie. Mesi e mesi. Un lavoro fatto malissimo e il resto lasciato incolto! Vergogna tutti!!Gli ulivi spostati e mandati a morire qui!! Mancano i controlli sulle aziende che fanno manutenzione, manca il controllo del territorio!! Ma cos’altro dobbiamo fare??? Cosa!! Uno scempio che ti spacca il cuore!! Vi aspettiamo tutti a farvi un selfie qui!”.

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