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Una panchina rossa in ricordo delle donne vittime di violenza, l’inaugurazione, stamattina alle 9.30, sul lungomare di Bari

L’inaugurazione della panchina rossa, a  Bari, vuole essere un invito per le donne a non avere paura, ma anche un monito per gli uomini

Una panchina in ricordo delle tante donne morte per mano dei loro compagni, di coloro che dicevano di amarle. Alle 9.30, sul frequentatissimo Lungomare ‘Crollalanza’, luogo della movida giovanile, alla presenza dell’avvocato Antonio La Scala, Presidente Nazionale di GENS NOVA, associazione promotrice dell’iniziativa, della dott. ssa Anna Rita Franchini (Consigliere Naz. Di GENS NOVA), del dott. Lorenzo Leonetti (Presidente Municipio 1 – Bari), dell’avv. ssa Daniela T. Santamato (Presidente AIGA sezione di Bari), del dott. Vincenzo Lezzi (Responsabile Federazione Nazionale Pensionati CISL Bari) e della signora Carmela Piccolo (Presidente ANTEAS Bari), si è svolta una semplice ma sentita cerimonia per non dimenticare tutte le donne maltrattate o barbaramente uccise.

Una panchina rossa in ricordo delle donne vittime di violenza, l’inaugurazione, stamattina alle 9.30, sul lungomare di Bari

L’inaugurazione della panchina rossa è avvenuta sul lungomare Crollalanza di Bari, luogo della movida

La panchina rossa oltre ad essere un simbolo della sofferenza femminile, è un chiaro invito per le donne a denunciare sempre i maltrattamenti, a non subirli, dall’altro è un chiaro monito per gli uomini, sapendo che oggi ci sono leggi (CODICE ROSSO – n.69 del 2019), che tutelano le donne. Insieme alla panchina è stata installata anche una targa con un numero di emergenza (340 560 0875), attivo 365 giorni l’anno, h24, per ogni tipo di richiesta d’aiuto, a cui le donne possono rivolgersi.

Una panchina rossa in ricordo delle donne vittime di violenza, l’inaugurazione, stamattina alle 9.30, sul lungomare di Bari

“La panchina rossa – spiega La Scala – è un simbolo forte che ricorda a tutti, ogni giorno, anche nella frenesia della vita quotidiana, della necessità di fermarsi, di non dimenticare, di mantenere alta l’allerta. Serve a ricordare a tutte e a tutti, a partire dai più giovani, che non bisogna accettare nessun atto violento, a cominciare dall’uso di parole offensive o espressioni sconvenienti e lesive della propria dignità, che spesso rappresentano il primo passo di una escalation.”

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