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20 anni fa moriva Michele Fazio, il 16enne di Bari ucciso per errore dalla mafia, per La Scala di Gens Nova, “Chiediamo più partecipazione”

20 anni fa moriva il, 16enne Michele Fazio, ieri Bari ha voluto ricordarlo con una solenne celebrazione.

Ieri, intorno alle 18:30, nei pressi dell’arco della Fantasia, nella città vecchia di Bari, sotto casa di Pinuccio e Lella Fazio, genitori di Michele, alla presenza delle autorità civili, si è svolta una cerimonia in ricordo del 16enne ucciso per errore 20 anni fa dalla mafia.

Il ragazzo, studente, lavoratore e figlio modello, fu colpito a morte mentre tornava dal lavoro. Ad ucciderlo alcuni proiettili vaganti di un commando di fuoco composto da Francesco Annoscia e Raffaele Capriati, condannati, rispettivamente a 15 anni e 8 mesi e a 17 anni di reclusione (successivamente fu individuato anche il terzo componente del gruppo, Michele Portoghese, oggi 36enne, che conduceva uno dei due scooter usati per l’agguato).

Le indagini rivelarono che il commando si era formato per vendicare l’omicidio di Francesco Capriati, boss alla guida dell’omonimo clan, ucciso poche settimane prima da un esponente della cosca rivale degli Strisciuglio. I due criminali, all’epoca dei fatti coetanei del 16enne, dopo aver intercettato l’uomo da uccidere fecero fuoco ma a cadere sotto i loro colpi fu lui, il povero Michele, colpito alla nuca da alcuni proiettili. Ad accorgersene per prima fu la sorella Rachele che sentendo gli spari sbirciò oltre la finestra e riconobbe, adagiato sul selciato, il corpo esanime del fratello.

Oggi di Michele si parla come di una vittima di mafia e dei suoi genitori, come di ‘eroi’. Ed è così perché nel corso di questi ultimi 20 anni, Pinuccio e Lella Fazio non solo hanno ‘gestito’ con coraggio l’insopportabile dolore della perdita del figlio, ma hanno saputo trasformare la loro tragedia in una continua lotta alla mafia.

Quel ‘Sim accis o uagnon bun’, frase pronunciata dagli assassini mentre fuggivano, riecheggia ancora fra i vicoli del posto come un monito, affinchè il sacrificio di Michele e della sua famiglia non venga sommerso dalla frettolosa quotidianità. Dunque, un evento importante quello di ieri, come importante è la guerra che queste straordinarie persone stanno affrontando con tenacia contro la mafia, affiancando le stesse istituzione che ieri erano lì, dal Prefetto al sindaco di Bari, ai vertici delle forze dell’ordine.

Anche Gens Nova, associazione impegnata da anni nel riscatto dei fragili e bisognosi, presieduta dall’avvocato Antonio La Scala era presente, insieme a Don Angelo Cassano di ‘Libera’, parroco della Cattedrale di San Sabino.

20 anni fa moriva Michele Fazio, il 16enne di Bari ucciso per errore dalla mafia, per La Scala di Gens Nova, “Chiediamo più partecipazione”

La Scala, pur sottolineando l’importanza di tali celebrazioni a livello sociale, con rammarico, ha voluto evidenziare anche la scarsa partecipazione della gente comune. “L’evento di stasera – ha detto l’avvocato -, non è un ‘semplice’ ricordare il sacrificio di Michele ma è un andare oltre il suo ricordo che rimarrà comunque nel cuore di tutti. Sembrerà strano – ha ribadito il penalista – l’evento odierno, paradossalmente , è un voler celebrare la vita, proprio quella che è stata tolta a Michele, perchè combattendo in suo nome la criminalità, portando avanti i suoi valori e quelli della famiglia, si portano avanti i valori di tanti altri giovani perbene. E questo – ha concluso La Scala – lo si può fare guardando al presente e al futuro insieme alle istituzioni, ma soprattutto insieme alla gente comune. Dal passato, anche se terribile, possiamo trarre nuova linfa per vivere ”.

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Elvira Zammarano

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