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Arresto oncologo barese, i familiari delle vittime “Senza soldi, neanche per la sepoltura”

L’arresto dell’oncologo barese, non è semplicemente una brutta vicenda giudiziaria, ma rivela tutta l’abiezione di cui è capace l’essere umano.

Giuseppe Rizzi, l’oncologo 65 enne di Bitonto arrestato sabato scorso a Bari, per concussione aggravata – a carico del quale ci sarebbe anche un altro procedimento per abuso d’ufficio -, durante la professione medica, avrebbe messo in ginocchio molti pazienti.

Il medico, attualmente ai domiciliari per aver preteso da un ammalato, poi deceduto, 900 euro per un farmaco, totalmente a carico del sistema sanitario nazionale, e 400 per ogni sua somministrazione, avrebbe richiesto ai familiari di saldare eventuali ‘sospesi’ perfino durante i funerali dei poveri raggirati.

È quanto sta emergendo dalle indagini, ma sarebbe solo la punta dell’iceberg della triste vicenda, “Rizzi – ha detto il gip – risulta interessato da altre pendenze per aver posto in essere condotte illecite abusando della sua funzione sempre mentre era in servizio presso l’Irccs Giovanni Paolo II di Bari”, istituto da cui, il medico è stato licenziato a Marzo.

Intanto i familiari delle vittime continuano a rilasciare le loro testimonianze drammatiche, parlando delle tante difficoltà e sofferenze patite per reperire i soldi da dare al medico, per un farmaco la cui fruizione, da dicembre 2018 a dicembre 2019, era assolutamente gratuita.

“La famiglia era rimasta senza denaro, non c’erano neanche i soldi per il funerale. Ho pagato io le spese per il rito funebre”, una delle tante testimonianze rese.  

Cessioni del quinto, bonifici e mutui per pagare terapie con un farmaco che il medico presentava come ‘miracoloso’ e che pur di ottenerlo, malati e familiari avrebbero fatto di tutto. Un sistema aberrante messo in atto da Rizzi che faceva leva sulla precarietà esistenziale e la malattia delle persone colpite, e che gli avrebbe consentito di estorcere loro grosse somme di danaro. Nella sua casa, gli inquirenti, nascosti in diverse scatole di scarpe, hanno trovato quasi 2 milioni di euro in contanti.

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