Home Salute Test salivari per scoprire il virus e a beneficiarne i bambini. Rezza dell’ISS alle Regioni, “Potete iniziare in autonomia”
Test salivari per scoprire il virus

Test salivari per scoprire il virus e a beneficiarne i bambini. Rezza dell’ISS alle Regioni, “Potete iniziare in autonomia”

da Elvira Zammarano

È arrivato l’ok del ministero della Salute per l’utilizzo, soprattutto nelle scuole, dei test salivari molecolari per scoprire il virus in 24 ore. Uno screening relativamente veloce per favorire la ‘didattica in presenza’, destinato in particolare ai bambini, ma anche a disabili e a anziani. Ad affermarlo Valentina Massa, ricercatrice del team dell’Unimi, “Questi test non sono rapidi, perché per analizzarli serve sempre un passaggio in laboratorio, ma basta tenere in bocca una spugnetta per almeno un minuto per raccogliere il campione di saliva. Una procedura adatta per bambini, anziani e disabili”.

Premesso che per la rilevazione e la successiva diagnosi del Covid, i test molecolari naso-orofaringei rimangono il top di gamma, tuttavia, non si può negare, dal punto di vista pratico, l’importanza che tale nuova metodologia assumerebbe in ambito sociosanitario. Intanto la procedura non richiede la presenza di infermieri o medici, con un notevole risparmio di tempo, personale specializzato e danaro; come abbiamo detto, non è invasiva, quindi adatta ai bambini (sarà sufficiente inserire all’interno della bocca, per 1 minuto, una spugnetta che poi sarà inviata al laboratorio per le analisi); e potrà essere utilizzata più facilmente per lo screening di ‘massa’.

Una procedura di cui si parlava da tempo e che se fosse stata adottata in tempi più rapidi, forse avrebbe contribuito ad una minore diffusione del virus (e varianti) nelle scuole. Ma il via libera sulla procedura, da parte dell’agenzia dell’Unione europea Ecdc (European Centre for desease prevention and control – Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie), si è avuto solo lo scorso 3 maggio. Un ritardo per molti incomprensibile, tanto da non essere rispettato per esempio dal governo francese che ha agito indipendentemente dal parere dell’Ecdc.

Per quanto riguarda l’Italia, secondo il Direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’ISS, Rezza, il ritardo dell’uso dei test salivari molecolari, sarebbe dipeso dall’ente europeo, “Non c’era un’indicazione a livello europeo. Abbiamo messo in piedi un gruppo di microbiologi per le dovute valutazioni. Un test non può essere immediatamente approvato a prescindere dalle evidenze scientifiche, dopo di che si sono accumulate evidenze sul fatto che i test molecolari, anche se su matrice salivare, funzionano piuttosto bene”, ma, ribadisce, “I test molecolari impegnano molto i laboratori di analisi. La Lombardia, per esempio, sembra in grado di fare test molecolari sui ragazzi delle scuole. Ma per altre Regioni uno screening con test molecolari rischia di distogliere i laboratori da altre attività”. “La svolta vera  – conclude Rezza – sarebbe quella di riuscire a fare i test salivari rapidi in modo da non intasare i laboratori. Al momento poi non c’è alcuna indicazione di fare test a tutti nelle scuole. Se poi una Regione inizia a farlo, va benissimo”.

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