Home Salute I Dpi inadeguati e le mancanze del Cts. “Personale e alunni, gravemente esposti al virus”, la denuncia in Procura di due docenti
Dpi inadeguati e mancanze del Cts

I Dpi inadeguati e le mancanze del Cts. “Personale e alunni, gravemente esposti al virus”, la denuncia in Procura di due docenti

da Elvira Zammarano

Con l’esposto del 27/4/2021, inviato alla Procura di Roma, due docenti pugliesi, Tiziano Carlucci e Silvio Maglio, e il loro avvocato, Vincenzina Salvatore, hanno segnalato la distribuzione nelle scuole di Dpi inadeguati e diverse mancanze del Cts. Nell’esposto viene evidenziato che, il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, avrebbe omesso di verificare la reale efficacia dei dispositivi di sicurezza contro il contagio, destinati a tutto il personale della scuola italiana: più di 800 mila insegnanti, 213 mila ATA e più di 8 milioni di studenti.

Avv. Vincenzina Salvatore

Docenti e avvocatessa vogliono saperne di più su Dpi inadeguati e mancanze del Cts
Il 24.2.2021, avvocatessa e docenti chiedono “al Ministero dell’Istruzione, al Ministero della Salute e al CTS di ottenere copia dei verbali contenenti la valutazione sull’efficacia protettiva della mascherina chirurgica (da utilizzare) sul posto di lavoro”, in quanto, “l’art. 5 bis comma 2 prevede che fino al termine dello stato di emergenza ‘L’efficacia di tali dispositivi è valutata preventivamente dal Comitato tecnico-scientifico, di cui all’articolo 2 dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 630 del 3 febbraio 2020’”.
Da questo si comprende che l’obiettivo dei due docenti era ed è quello “di verificare se il CTS avesse svolto la valutazione preventiva, secondo quanto dettato dall’art. 5 bis, comma 2”, anche in riferimento alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro (D.Lgs. n. 81/2008 T.U. Sicurezza)

Arriva il ‘Ni’ e la pseudo risposta dell’Amministrazione, ma nei verbali non c’è niente
Dopo un primo temporeggiare, l’Amministrazione comunicava ‘di non possedere la valutazione richiesta’ e dopo uno scambio di note tra le parti, il Dipartimento della Protezione Civile del Consiglio dei Ministri, ‘chiude’ dicendo che tutto ciò che riguarda-va la valutazione sulla reale efficacia dei Dpi era contenuta in diversi verbali (n. 39 del 30.3.2020, n. 49 del 9.4.2020 e n. 82 del 28.5.2020). Ma, non trovando “risposta nei verbali succitati”, avvocatessa e docenti, ribadiscono di voler “accedere agli atti del fascicolo contenente le valutazioni del CTS”.

La diffida del legale e dei docenti e la riunione ‘urgente’ del CTS
Parte una diffida, che, con l’intera vicenda, deve aver scosso gli animi, poiché di lì a poco avvocatessa e docenti apprendono che giorno 23.3.2021 (a un mese giusto dalla iniziale richiesta), “il CTS si era riunito ‘appositamente’ ed era emerso che non esisteva alcuna valutazione preventiva sulla efficacia protettiva dei DPI”, in definitiva una stima sui loro reali benefici, non era mai stata fatta.

 A questo punto parte l’esposto
L’avvocatessa Salvatore ed i docenti Carlucci e Maglio, decidono così di depositare “un esposto con il quale chiedevano (e chiediamo tutti) di valutare la condotta del CTS, dei Ministeri della Salute e dell’Istruzione e le conseguenze che può avere avuto sulla possibile ingravescenza dei contagi, oltre che sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Le domande e la terribile ipotesi dell’Epidemia colposa
Se ai lavoratori della scuola e agli alunni, sono stati consegnati DPI privi della valutazione preventiva del CTS, è lecito domandarsi se docenti, ata e studenti, a fronte dei tanti contagi e dei numerosi decessi registrati tra il personale scolastico, sono stati adeguatamente protetti dal virus? Si poteva fare meglio per evitare la diffusione del contagio all’interno della scuola? È stata “tutelata l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro (art. 2087)?”. Il non tener conto di tali considerazioni, perpetrando una simile (lassa) condotta, può avere solo il significato “ di mettere in pericolo in modo continuativo migliaia di lavoratori che si sono recati e che tuttora si recano sui luoghi di lavoro con DPI che non affermano nulla sulla loro efficacia a proteggerli attivamente”. Inoltre, aggiungono legale e docenti, “Se si considera che i Dpi sono stati consegnati anche agli studenti, equiparati ai lavoratori (artt. 2 e 4 T.U. Sicurezza), l’esposta omissione potrebbe avere determinato la fattispecie penale di Epidemia colposa’”.

La gravità del momento, le varianti, le omissioni e i mancati aggiornamenti previsti dalla legge
La particolare gravità del momento, esasperata dalla circolazione delle contagiose varianti del virus e in particolare da quella Inglese, obbliga ad una riflessione sul comportamento che appare, secondo i tre esponenti, “gravemente omissivo anche in considerazione del fatto che il Ministero dell’Istruzione non ha nemmeno provveduto ad aggiornare la scelta dei DPI contenuta all’interno del Protocollo del 6 agosto 2020 (art. 77, lett.d D.Lgs. n. 81/2008), in cui si ricorda che, ‘il Datore di lavoro ai fini della scelta dei DPI: (..) d) aggiorna la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di valutazione’”. Insomma, il Protocollo d’Intesa assunto dal Ministero dell’Istruzione per il contenimento dell’epidemia nella scuola è fermo al 6 Agosto 2020 e “continua a non essere aggiornato nemmeno nella parte relativo ai DPI ”.

Le conclusioni: ad oggi rimangono I Dpi inadeguati e le mancanze del Cts
Ciò ha indotto avvocatessa e docenti ad appellarsi all’Autorità Giudiziaria per ottenere l’aggiornamento su tale importante protocollo. Inoltre, fanno sapere che presto sarà depositato “un ulteriore esposto legale per denunciare la decisione del Governo di riavviare l’attività didattica in presenza e senza alcuno studio scientifico a supporto della decisione politica”.

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