Home Cronaca Il Governo colombiano reprime il suo popolo, cosa sta accadendo?
Il Governo colombiano reprime il suo popolo, cosa sta accadendo?

Il Governo colombiano reprime il suo popolo, cosa sta accadendo?

da Massimiliano Lorenzo

Il Paese latino americano irrompe nelle cronache per i massacri e la violenta repressione contro le proteste sociali. Il Governo colombiano reprime il suo popolo ed il grido d’aiuto arriva direttamente dai civili.

A scatenare le proteste è la riforma fiscale del Governo di Iván Duque, giudicata iniqua dai cittadini colombiani. La misura, in più, si aggiunge ad una lunga serie di decisioni ed azioni governative a favore delle élite economiche del Paese, causa di una profonda crisi sociale, economia e politica.

Intanto, dal 28 aprile sono scoppiate le proteste, dopo il grido d’allarme di attori sociali, popolari e politici, lanciato attraverso una marcia contro il Governo.

Un cartello contro la riforma fiscale

Perché il popolo colombiano è contro il suo Governo?

Il Presidente colombiano Duque è artefice, nel suo Paese, di sistematici assassinii di leader della popolazione, in lotta “contro il sistema che sta mortificando l’uomo e il pianeta – si legge nell’appello internazionale lanciato da associazioni di tutto il Mondo –, la ripresa dell’irrorazione del glifosato, la riforma sanitaria, il mancato rispetto degli accordi firmati all’Avana, il disimpegno dall’istruzione pubblica, l’alto livello di disoccupazione”.

Questo, assieme alla politica fiscale, ha incendiato il Paese e provocato massicce manifestazioni di piazza, proprio nel picco della pandemia, con 500 morti al giorno.

Quali i numeri della repressione?

E a tali dimostrazioni di forza ed eroismo, soprattutto giovanile, lo Stato colombiano ha reagito rapidamente con repressioni e violenze. Sono diverse le organizzazioni per i diritti umani che denunciano quanto è accaduto nella settimana dal 28 aprile al 4 maggio scorsi: “più di 30 morti, 1181 casi di violenza della polizia, 142 vittime di violenza fisica da parte della polizia, 761 detenzioni arbitrarie, 216 interventi violenti alle manifestazioni, 17 vittime di aggressioni, 56 casi di sparatoria, 319 denunce di scomparsa e 9 casi di violenza sessuale da parte delle forze di sicurezza”.

Dinanzi a tali numeri e tale repressione, gli Stati democratici non possono girare la testa, non possono disimpegnarsi e permettere ulteriori spargimenti di sangue.

Cosa chiedono i colombiani?

Proprio sulla base di ciò, le organizzazioni civili colombiane, i membri del Forum sociale e reti di solidarietà internazionale chiedono una campagna mondiale di denuncia.

E appunto, i firmatari reclamano la cessazione della repressione, l’intervento di politici e istituzioni internazionali e la solidarietà internazionale dei movimenti per i diritti umani.

In più, chiedono al Governo colombiano di smantellare la Mobile Riot Squad, forza “sproporzionata e letale contro il legittimo diritto della popolazione alla protesta sociale.”

Il Latino America continua dunque a vivere stagioni di violenze e repressioni, di proteste contro governi retti da uomini forti ed espressione di élite finanziarie.

Ogni cittadini democratico dovrebbe porre in essere quanto possibile perché le denunce non restino lettere morte, perché spingano i governanti nella difesa del popolo colombiano.

Le Associazioni firmatarie dell’appello: ATTAC Argentina, ATTAC France, Articulacion Feminista Mercosur, AWMR Italia – Donne della Regione Mediterranea, CADTM INTERNACIONAL, CLETA UNAM, Escuela Normal Superior de México, Forum marocain des alternatives sud, France Amérique Latine, Global Dialogue for Systemic Change, Human Rights Funders Network, Instituto Paulo Freire, Mujeres en Lucha, Oikotree Global Forum, Prague Spring II – Network against right Wing Extremisme and Populisme, Partido Comunes, Plateforme altermondialiste, Todas somos Micaela –Perú, União Brasileira de Mulheres.

L’appello:

https://framaforms.org/statement-by-international-civil-society-in-response-to-the-massacre-and-violent-repression-of (in inglese)

https://framaforms.org/pronunciamiento-de-la-sociedad-civil-internacional-frente-a-la-masacre-y-represion-violenta-de-la-1/ (in spagnolo)

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