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Associazione ‘Caligola-Ipazia’, la nuova realtà politico culturale barese

da Massimiliano Lorenzo

È nata da circa un anno e farà parlare di sé nel prossimo futuro, perché l’Associazione Culturale “Caligola – Ipazia” ha obiettivi ambiziosi e giovani gambe su cui camminare.

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Ha preso forma nel febbraio 2020, dalla mente e la passione di una ragazza ed un ragazzo, si è allargata e ha accolto studenti, lavoratori e imprenditori dai 20 ai 30 anni. Soci e partecipanti hanno vite ed esperienze diverse, ma accomunati da finalità culturali, civili e sociali.

Di una associazione, molto si può apprendere leggendone il manifesto. È però dalla viva voce di chi ha pensato a tale soggetto pubblico che abbiamo cercato di saperne di più. 

I due fondatori

Maria Acciardi, 28 anni, ha origini calabresi, ma vive a Bari da quando si è trasferita per studiare. Laureata in giurisprudenza e attualmente lavoratrice, Maria è da sempre impegnata nell’associazionismo, sia politico che culturale, ed ha già partecipato attivamente alle politiche sia comunali per la città di Bari che regionali per la Puglia.

“Bellissima esperienza di crescita dice Maria – ed è in queste due occasioni che ho capito che non servono dei grandi partiti per avere delle linee guida ma serve la passione politica”.

Alessandro Bellini, 26 anni, nato e cresciuto a Bari, studia Medicina e Chirurgia. Anche Alessandro non è digiuno di esperienza politica.

“A livello universitario ho rivestito il ruolo di Consigliere del Dipartimento dell’emergenza e dei trapianti di organi. Nel 2019 spiega Alessandro – sono stato candidato con la lista civica “Democratici Ecologisti e Progressisti per Bari” al ruolo di consigliere del Primo municipio di Bari.”

Perché l’esigenza di questo progetto?

I due giovani ci hanno spiegato le motivazioni che li hanno spinti a creare un’associazione politico-culturale, oggi, nel tempo della disgregazione e dell’individualismo sociale.

“L’idea nasce dalle nostre, seppur piccole, esperienze di attivismo. I tempi sono cambiati – rivela Maria – e che ci piaccia o no dobbiamo ammettere che la pandemia ha rivoluzionato le nostre vite e con esse siamo cambiati anche noi.” Le fa eco l’altro fondatore, Alessandro: “La politica senza cultura può causare solo danni”.

Una testimonianza significativa, da parte dei due, relativamente all’importanza della partecipazione civica. Concetti e convinzioni applicabili a tutti, anche per la loro semplicità, ma che certamente devono essere elementi del bagaglio personale soprattutto delle future generazioni. 

E i giovani si interessano alla politica?

“I giovani non se ne nutrono abbastanza – sottolinea Maria o meglio non hanno più fiducia nella politica. È questo è un grande sbaglio.”

La colpa è sia della scuola dove non viene spiegato il ruolo né il potere di ogni incarico politico – sostiene Alessandro – ma anche delle generazioni precedenti le quali hanno utilizzato parole forti, cavalcato il mal contento, illuso i cittadini con le loro promesse che non hanno realizzato”.

E a chi crede che tali ambiti sociali siano lontani ed estranei, Maria spiega benissimo il contrario “perché inconsciamente, credo che la politica noi la applichiamo ogni giorno, nel nostro modo di vivere, nelle nostre scelte, nelle nostre relazioni”.

Anche per questo – dice Alessandro – “è necessario il nostro progetto, perché i giovani devono tornare a crederci e avere voglia di cambiare la situazione politica.”

Nel panorama nazionale, un esempio: le sardine?

L’idea di tornare ad una partecipazione collettiva e giovanile, negli ultimi tempi, è stata la missione anche di un altro soggetto politico, le “6000 sardine”, nate in Emilia – Romagna, al fianco del presidente regionale Stefano Bonaccini, del Partito Democratico.

“Credo, che le sardine siano o sono state – ci dice Maria – una grande ondata di novità e speranza per i giovani”.

Ma “le 6000 sardine sono un gruppo politico, nate contro una determinata corrente politica (la Lega, ndr) – specifica invece Alessandro – hanno sfruttato l’odio per qualcuno per unirsi. Noi non odiamo nessuno, cerchiamo di capire perché uno fa una determinata cosa e cerchiamo di fornire i mezzi ad ognuno di comprendere e giudicare liberamente”.

Quale futuro per l’Associazione Culturale “Caligola – Ipazia”?

L’ultima domanda riguarda i progetti su cui si impegna l’associazione: “ Sicuramente  corsi di formazione su vari temi che riguardano direttamente o indirettamente la realtà politica, ma anche la creazione di una rete eterogenea di persone ed idee”.

Un soggetto sociale e politico attivo, dunque, che vuole crescere, aggregare esperienze diverse e aprire uno spazio libero di dibattito.

Un progetto con l’obiettivo di creare “una vera e propria tribuna politica dove vari personaggi politici possono confrontarsi e dare la possibilità a tutti coloro che vorranno partecipare di votare e decretare il politico che su un determinato tema rappresenta la maggioranza degli astanti.”

La sintesi perfetta non può che essere “La storia italiana è ricca di rivolte, rivincite e riprese – sottolinea Maria –, e soprattutto di unioni di forze politiche anche differenti. La nostra Costituzione è un’opera d’arte e questo non dobbiamo darlo per scontato” per un gruppo unito – chiosa Alessandro – “dalla passione per la politica e dal desiderio di cambiamento generale attraverso la cultura”.

Una associazione, quindi, che si regge sì su corpi giovani, ma anche su idee chiare e lucide, con le quali non resta che sperare e alle quali serve liberare spazio, perché si rendano protagoniste.

 

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