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Armi e corruzione ad Andria, il proprietario arrestato “Il locale in uso al Gip”

da Elvira Zammarano

Si è avvalso della facoltà di non rispondere, Antonio Tannoia, 56 anni, l’imprenditore di Andria, proprietario della masseria, al cui interno, in una botola, era nascosto un vero e proprio arsenale da guerra. L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato dopo che, la Squadra mobile di Bari, giovedì scorso, aveva fatto irruzione nella sua masseria scoprendo le armi in una botola. Il 56 enne che dinanzi al Gip di Trani ha preferito non parlare, ha però dichiarato la sua disponibilità a farlo con la Procura di Lecce.

Al momento dell’arresto Tangorra ha rilasciato dichiarazioni spontanee affermando che le armi non erano sue e che il locale dov’erano nascoste era nella disponibilità dell’ex giudice De Benedictis, ora in carcere con il complice, avvocato penalista Giancarlo Chiariello. A ribadirlo, anche l’avvocato Mario Malcangi, che difende l’imprenditore dall’accusa di detenzione illegale di armi, comuni e da guerra, e ricettazione. Le indagini che hanno portato alla scoperta dell’arsenale e la stessa perquisizione era stata disposta dalla Dda di Lecce, che si è avvalsa della collaborazione delle FF.OO.  baresi e della Procura di Trani.

Dda che indaga, contestualmente, anche su presunti atti di corruzione giudiziari e sulle presunte scarcerazioni di detenuti in cambio di denaro, a carico dell’ex gip De Benedictis, in concorso con l’avvocato penalista Giancarlo Chiariello, entrambi in carcere dal 24 aprile.

Sia l’ex magistrato che il penalista hanno confessato, ma dopo la scoperta dell’arsenale i pm hanno ancora ascoltato l’ex magistrato sul cui interrogatorio c’è il massimo riserbo. Intanto gli avvocati Saverio Ingraffia e Gianfranco Schirone, difensori di De Benedictis  hanno chiesto per il loro assistito gli arresti domiciliari al posto della misura cautelare in carcere, decisione ancora al vaglio del gip.

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