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Covid, Arriva CoV-X2, il ‘super’ monoclonale contro le varianti, tra i ricercatori un team di Italiani

da Elvira Zammarano

Se le varianti procedono senza sosta, a sbarrare il loro cammino, ora, potrebbe esserci il CoV-X2. Una sorta di supereroe con pochi muscoli e tanto talento. Serve sdrammatizzare ogni tanto. E poi, si tratta di una novità che va raccontata, bellissima. Anzi bellissimo, perché il CoV-X2 è un monoclonale promettente. Il super anticorpo – ‘bispecifico’ – ottenuto da due molecole derivate dal plasma di persone guarite, è stato creato nei laboratori dell’Unione Europea, grazie ad un team di ricercatori, fra cui gli scienziati Fausto Baldanti, Elena Percivalle, Antonio Piralla, virologi, e la dottoranda Irene Cassaniti, della Fondazione Irccs del Policlinico San Matteo di Pavia. Lo studio, pubblicato recentemente su Nature, è stato sostenuto e interamente finanziato dalla Commissione Europea. La caratteristica del CoV-X2 è appunto la bi-specificità, in quanto costituito da due diversi antigeni del virus, che riconoscerebbero, contemporaneamente, attraverso il loro duplice legame, più varianti, compresa quella inglese.

Fausto Baldanti, responsabile del Laboratorio di virologia molecolare del San Matteo, spiega che il CoV-X2 “è stato sviluppato nell’ambito dell’attività del progetto di ricerca Atac (Antibody Therapy Against Coronavirus), finanziato dall’Erc (European Research Council). Fanno parte del consorzio di ricerca anche il Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia), l’Istituto di ricerca in biomedicina (Irb) di Bellinzona (Svizzera), l’università di Braunschweig (Germania) e il Joint Research Center (Jcr) della Commissione Europea. Ha collaborato anche la Rockfeller University di New York”.

“Questa nuova scoperta, grazie al lavoro dei ricercatori finanziati dall’Ue, potrebbe prevenire e trattare i casi di Covid-19, salvando in definitiva delle vite”, dicono dai vertici della Commissione. La sua elevata efficacia, affermano, rende il CoV-X2, “un ottimo candidato per la sperimentazione clinica, con buone possibilità di utilizzo sia nella prevenzione della malattia sia nella cura di pazienti”

Per Baldanti, il progetto “si proponeva di sviluppare un’immunoterapia contro Covid-19 sfruttando tre diversi approcci per massimizzare le possibilità di successo e sfruttare i vantaggi di ciascun approccio. Il primo approccio – sviluppato essenzialmente a Pavia – è consistito nella immunoterapia con plasma iperimmune. Il secondo, nella immunoterapia con gamma-globuline, ed è stato seguito dal Karolinka Institutet di Stoccolma. Il terzo, è consistito nella immunoterapia mediante anticorpi monoclonali è stato sviluppato dalla Technische Universität Braunschweig, e dall’Irb di Bellinzona”.

Per quest’ultimo approccio, Badanti ha sottolineato “il successo nel generare anticorpi monoclonali umani altamente reattivi. Le caratteristiche biologiche e l’efficacia degli anticorpi monoclonali, così prodotti, sono state definite dal nostro gruppo di ricerca presso il San Matteo”.

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