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Corruzione De Benedictis, il giudice, “Chiedo scusa”, poi l’appello ai giornalisti “Non giudicate ricordatevi il magistrato che è stato”

da Elvira Zammarano

De Benedictis, il giudice arrestato insieme all’avvocato penalista barese, Giancarlo Chiariello per corruzione in atti giudiziari, è stato sentito dal gip Giulia Pronto e dai pm del Tribunale di Lecce. L’interrogatorio del giudice, cominciato alle 10.30 e finito poco dopo l’una, e si è svolto all’interno del carcere Borgo San Nicola di Lecce. “Ha confessato, chiedendo scusa per il suo operato”, hanno riferito i suoi difensori, Gianfranco Schirone e Saverio Ingrassia, che per lui, hanno chiesto gli arresti domiciliari.

I due legali, hanno raccontato la prostrazione in cui il giudice sarebbe precipitato e che la causa del suo deprecabile modo di agire sarebbe da attribuire alla recente scomparsa della moglie, “Ho agito in seguito ad un corto circuito mentale dovuto alla morte di mia moglie, in seguito alla quale ho deragliato”.

Insomma a far “precipitare” il giudice un fatto privato e doloroso. È “molto provato, un uomo distrutto e sofferente”, hanno detto ancora i due difensori. Poi, hanno rivolto un appello ai giornalisti, “Non giudicate, ricordatevi il magistrato che è stato”.

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