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Recovery plan, PNRR, stop al superbonus (?) e a quota 100, le novità

da Elvira Zammarano

Come sappiamo lo scorso 12 gennaio (2021), il consiglio dei Ministri ha approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Dopo questa prima approvazione è cominciato l’iter parlamentare, peraltro non ancora concluso. Siamo dunque alle battute finali, tenendo conto che il testo deve arrivare sui tavoli europei entro e non oltre il 30 aprile, cioè a mento di una settimana. Ma l’ok del Parlamento sembra essersi bloccato su alcune questioni definite dai partiti di maggioranza, ‘spinose’.

Nelle 318 pagine del documento emergono le priorità sostenute dal governo: “6 missioni, 4 grandi riforme, 3 priorità a favore di giovani, donne e Sud, 30 grandi infrastrutture di ricerca e uno di eccellenza per le epidemie, 228mila nuove assunzioni per le materne, accesso snello, semplificazione e digitale per la P.A., lo stanziamento di 25 miliardi per i treni veloci, e l’incremento delle gare nei servizi pubblici, stop all’esame di Stato perché varrà la laurea e stop anche a quota 100 e nessuna proroga del Superbonus fino al 2023”.

Una delle criticità riguarderebbe proprio la mancata proroga al 2023 del Superbonus, cavallo di battaglia del M5s, ma sostenuto anche da Confindustria. “Il super bonus è una misura importante. Per noi indispensabile con adeguati finanziamenti”, dicono da Forza Italia. “Questa proroga era tra le proposte vincolanti fatte da noi al governo nel piano presentato nei giorni scorsi”.

“Avevamo chiesto la proroga di un anno – affermano dai vertici del partito – con adeguati finanziamenti ed estensione ad altre tipologie di edifici, strutture recettive turistiche e non solo, addirittura per patrimonio immobiliare di fondi”.

A ribadire l’importanza del superbonus è soprattutto il Movimento5s, “Il superbonus al 110% – dicono – è una misura creata da noi, la sua proroga è indispensabile e imprescindibile per la transizione ecologica. Si ricorda che proprio la transizione ecologica è la matrice che ha fatto nascere questo governo”.

In ogni caso, dalla cabina di regia, fanno sapere che queste sono davvero le ultime battute, in quanto il piano è sostanzialmente completo. Si parla anche di grossi stanziamenti per le rinnovabili, per una linea internet più veloce destinata a famiglie e scuole, resta ancora in piedi il cashback. Nessuna speranza invece per quota 100 che è in scadenza.

“In tema di pensioni – dicono dal governo – la fase transitoria di applicazione della cosiddetta Quota 100 terminerà a fine anno e sarà sostituita da misure mirate a categorie con mansioni logoranti”. Intanto voci di corridoio fanno intendere sulla possibile ipotesi di un piano pensionistico definito ‘quota 102’, che consisterebbe nel raggiungimento della ‘quota’ con 38 anni di contributi ed almeno 64 anni di età, ma si sta ragionando anche su possibili ‘sconti’ contributivi per le categorie a rischio.

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