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immunità di gregge

Varianti, vaccini e immunità di gregge, tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare

da Elvira Zammarano

Nel senso che prima di parlare immunità di gregge è necessario capire cosa si vuole intendere con questo concetto (ormai) così ampiamente diffuso nel nostro gergo: il controllo totale sulla malattia o la totale scomparsa del virus dalla nostra vita? Difficile da dire, perché anche su questo gli esperti si dividono, tra chi ritiene il sole, il caldo e la campagna vaccinale in corso, formidabili deterrenti per l’eradicazione del virus e  chi, invece, sostiene che, del Covid, non ci liberemo così facilmente e che forse diventerà una malattia endemica.

I ricercatori dell’Oms tendono verso questa ipotesi, così come alcuni esperti intervistati da “Nature”, che in 5 punti ne hanno spiegato anche le motivazioni.

1 – Relazione tra vaccini in uso e trasmissione del contagio.
Intanto, per ottenere l’immunità di gregge, è necessario che un vaccino sia in grado di bloccare la trasmissione in percentuale elevata. Fino a questo momento i vaccini in uso, riescono a bloccare lo sviluppo grave della malattia ma non il contagio.

 2 – Organizzazione vaccinale, ritmi, cadenze e diffusione
Per garantire l’immunità di gregge, si dovrebbe parlare di una campagna vaccinale che coinvolga in modo omogeneo, costante e a ritmi serrati, l’intero pianeta. E questo, non è realizzabile per una serie di variabili legate alla diversità delle abitudini , dell’economia, dei valori (anche di tipo religioso), delle tradizioni storico culturali e non ultimo dell’emancipazione dei popoli. Del resto lo stesso Israele, modello virtuoso a livello di efficienza organizzativa e di condivisione di informazioni sanitarie con le case farmaceutiche, ultimamente, sta registrando un calo delle vaccinazioni per la difficoltà a convincere gli ebrei più giovani e gli ultraortodossi.

3- Il virus deve vivere e lo fa con le varianti
Tante volte abbiamo sentito dire che il virus fa il suo lavoro, che è quello di trovare sempre nuovi ospiti per garantirsi la sopravvivenza. Per questo, più rimane in circolazione, più infetta e più rimane in vita. Pertanto ad ogni ostacolo – e il vaccino lo è – il Covid muta, si trasforma, diventando sempre più insidioso e malevolo. Un esempio potrebbe essere la città brasiliana di Manaus. Poco prima dell’estate scorsa, i contagi qui erano stati particolarmente violenti. Gli studiosi arrivarono a ipotizzare che almeno il 60% della popolazione fosse stata infettata. Seppure con le immaginabili conseguenze, questa fu ritenuta un’opportunità per pensare ad una immunità di gregge. Ma all’inizio di quest’anno, proprio a Manaus, è stata registrata una nuova ondata di contagi a causa della variante P.1 del Covid ( la cosiddetta brasiliana) che ha contagiato anche coloro che si erano precedentemente infettati.

4- L’immunità e i suoi misteri
L’immunità è ancora un mistero perché non si sa se e quanto dura quella naturale, né gli studiosi possono esprimere dati certi su quella vaccinale. Per quest’ultima, forse, saranno necessari richiami periodici, un po’ come si fa per l’influenza, giusto per tenere sotto controllo la diffusione del virus. Ma niente di più.

5- Le restrizioni e “l’inevitabile distanziamento dell’essere”
Che tra le pandemie e i nostri comportamenti ci sia uno stretto legame, questo, è fuori discussione. Anche qui ci viene incontro l’esempio dell’influenza stagionale. Come sappiamo questo morbo fa capolino, ogni anno, con cadenze e intensità diverse, tra ottobre e maggio. Questa volta, però, di contagi per influenza neppure l’ombra o comunque non a livelli significativi e questo non perché il virus influenzale sia scomparso, ma l’obbligo della mascherina, delle precauzioni sanitarie tra cui, il distanziamento e le vaccinazioni pregresse, ne hanno ridotto la diffusione. Senza queste precauzioni, sicuramente molti di noi si sarebbero ammalati.

Cosa pensano i possibilisti dell’immunità di gregge…
Per questi studiosi, che non mirano ad una eradicazione del Covid, ma a un “semplice” controllo della diffusione dello stesso – solo in questo senso -, l’immunità di gregge è possibile. Ad affermarlo è anche Dale Fisher, esperto di malattie infettive della National University of Singapore, che ribadisce, “L’immunità di gregge è un obbiettivo possibile solo così”. Perché, precisa, “L’immunità di gregge non è un fenomeno binario, molte persone pensano che o si ottiene o non si ottiene”, e invece, no, perchè “esistono ovviamente molte aree grigie nel mezzo”.

A noi le conclusioni.

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