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Bari, La corsetta in campagna, tra pattume maleodorante e tanta rabbia

da Elvira Zammarano

È inutile la storia è sempre la stessa. Pensare oggi di poter fare (almeno) una corsetta, in campagna, magari coi propri bambini, tanto per respirare, in libertà, un po’ d’aria pulita sotto qualche iniziale raggio di sole, diventa, anche questa, un’utopia.

Ed ecco che arriva la “solita” puntuale segnalazione di chi a queste cose ci tiene e molto. Ci tiene per intelligenza e lungimiranza, forse perché è ambientalista, genitore attento, nonno(a) scrupoloso(a) o forse “semplicemente” perché è uno che, ricercando il bene comune (patrimonio dell’umanità), decide di rispettare ciò che è suo e pure dell’altro.

Per questo la segnalazione degli “Amici del muretto di via Pascazio”, del quartiere Japigia, ci colpisce due volte: uno per l’amara constatazione che “qualcosa proprio non va e non vuole andare”, e che rimedi non ce ne sono; due, per la bellezza di chi ancora continua, nonostante tutto, nonostante i silenzi istituzionali, a denunciare “quel qualcosa che non va”.

Uno spaccato della indecenza fotografata in una campagna prospicente strada De Serio e strada Rafaschieri.

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