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Cardanobile

Scuola, Ricostruzione carriera, pre-ruolo, ruolo e disparità del trattamento, ci spiega tutto l’avvocato del lavoro Fabio Cardanobile

da Elvira Zammarano

Una causa contro il Miur vinta per una sottile, quanto palese, difformità tra ciò che è stabilito dalla normativa europea e ciò che è contemplato dalla nostra legislazione (interna) sulla ricostruzione carriera del personale della scuola

Lo studio dell’Avvocato barese, Fabio Cardanobile, specialista in diritto del lavoro, amministrativo, con specifiche competenze nella gestione patrimoniale, legale e tributaria delle aziende, da sempre vicino al mondo dei lavoratori e, in particolare di quelli della scuola (Docenti e Ata), nonché esperto in diritto dei consumatori e patrocinante in Cassazione, ha segnato un punto fermo sulla controversa questione.

L’avvocato, nella fattispecie, ha seguito con successo diversi procedimenti a favore di docenti che non si vedevano riconosciuti in modo corretto dal MIUR i loro anni di servizio precedenti alla immissione in ruolo (cd. anni pre-ruolo), con conseguente riduzione sugli scatti stipendiali e sull’anzianità di servizio. Solo da ultimo, il ricorso presentato dal legale nel 2018, presso il Tribunale di Trani, si è concluso, nel 2019, con una sentenza del Giudice del Lavoro, Dott. Caputo, che ha dato ragione ai tre insegnanti, sancendo in questo modo il sacrosanto diritto del docente al ricalcolo corretto degli anni di anzianità, ai fini giuridici ed economici.

Prima di questa sentenza, la prassi (purtroppo ancora in essere) non riconosceva al personale della scuola a tempo determinato, non di ruolo, lo stesso trattamento giuridico ed economico del personale di ruolo. “Questo – spiega l’avvocato Fabio Cardanobile – determina una inaccettabile disparità di trattamento e una palese discriminazione tra gli insegnanti di ruolo e quelli non di ruolo”.

Avvocato Cardanobile come è nata la questione?
“E’ nata quando alcuni docenti di un istituto professionale di Molfetta notarono che nei propri decreti di ricostruzione di carriera, predisposti dalle segreterie scolastiche, non erano stati conteggiati correttamente gli anni del pre-ruolo”.

Tradotto in soldoni, che significa?
“Significa che pur avendo svolto – ad esempio – 7 o 8 anni da “precari”, ossia con contratti a tempo determinato per supplenze, essi ne hanno tuttavia visti riconosciuti un numero inferiore ai fini giuridici ed economici. Questa disparità di trattamento ha come ricaduta una significativa perdita economica, e quindi anche livello pensionistico. Questo, ripeto, è inaccettabile, poiché è la stessa normativa comunitaria che prevede “il principio di non discriminazione dei lavoratori a tempo determinato rispetto a quelli a tempo indeterminato”. Cioè, è la stessa Corte di Giustizia Europea a stabilire che (salve eccezioni) è discriminatorio conteggiare in modo ridotto gli anni pre-ruolo, in quanto ciò costituisce una disparità rispetto al docente a tempo indeterminato, di ruolo, che vede invece conteggiati a pieno gli anni di servizio, sia ai fini economici sia ai fini giuridici”.

Un fatto rilevante, di cui, ora, i lavoratori potranno avvalersi
“Assolutamente rilevante, perché l’importanza di tali pronunce risiede nella circostanza che viene definitivamente riaffermata la contrarietà della disciplina nazionale italiana rispetto alla normativa comunitaria ed in particolare rispetto all’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, trasfuso nella direttiva 1999/70/CE del 28 giugno 1999. Ed è questa la ragione che ha convinto il Giudice di Trani, a disporre la disapplicazione della normativa interna a favore dell’applicazione di quella comunitaria, come è giusto che sia, con conseguente diritto del docente al ricalcolo, proprio in forza di tale disciplina europea, dell’anzianità di servizio (C. Appello Bari, sent. 1143/2017; Cass. 6146/2019). E questo gli insegnanti e il personale Ata, devono saperlo”.

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