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Bari, operata di tumore cerebrale da sveglia, Signorelli “Senza personale non potremo più garantire tali risultati”

da Anna Caprioli

Al Policlinico di Bari, ma anche in altre strutture, ora più che mai, il personale sanitario scarseggia. Medici e infermieri sono stati quasi tutti dirottati verso l’area fieristica covid e diversi reparti del nosocomio barese si sono ritrovati sguarniti delle loro risorse.

Tuttavia la competenza dei nostri medici supera l’inimmaginabile e l’equipe diretta dal professor Francesco Signorelli, direttore dell’unità operativa di neurochirurgia del Policlinico di Bari, ha fatto miracoli su una 38enne, giunta al pronto soccorso priva di conoscenza e con violente crisi epilettiche che si susseguivano ogni due, tre, minuti.

La donna, affetta da un tumore cerebrale, che la risonanza magnetica encefalica multimodale ha localizzato nella parte inferiore del lobo parietale destro, è stata prontamente operata al cervello in anestesia locale (awake anesthesia).

Una novità assoluta che ha permesso alla donna di recuperare velocemente il suo stato psicofisico nel giro di una settimana, tanto da essere dimessa. L’intervento, a cui hanno partecipato oltre all’intera equipe dei neurochirurghi, anche due anestesisti e una neuropsicologa del Policlinico, è stato portato a termine con successo e con la paziente che parlava con i sanitari e disegnava.

Le particolari modalità hanno permesso ai sanitari di monitorare le funzioni cerebrali della donna coinvolte nell’intervento, come la decodificazione e la comprensione del linguaggio, l’orientamento nello spazio, la percezione visiva e quella legata alla scrittura e al disegno.

Per Signorelli, “L’intervento è stato realizzato nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, che hanno determinato una grave riduzione delle risorse materiali e di personale da destinare al trattamento dei pazienti no-Covid. Con la perdita di ulteriori risorse di personale destinate alle terapie intensive – ha spiegato –  e senza il supporto dell’intero sistema regionale nella gestione dei pazienti Covid, non potremmo più garantire questi risultati”.

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