Castellana Grotte, arrestata banda di borseggiatori, l’ultimo colpo ai danni di un povero anziano

Li hanno finalmente arrestati, si tratta di tre pregiudicati, specializzati in “borseggio seriale”, ai danni di poveri pensionati. I tre, P.A., 58enne, all’epoca dei fatti sorvegliato speciale con l’obbligo di soggiorno a Bari, P.N., di 61 anni e M.F. di 28, avevano strutturato un piano, attraverso cui adescavano le vittime, di solito all’interno di un ufficio postale, per derubarle, in modo artato, della pensione appena incassata.

Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Angela Maria MOREA, sono state avviate nel 2020 dopo la denuncia di un 80enne del luogo, che nello sconforto, aveva raccontato ai carabinieri della locale stazione, di aver “perso” il portafogli, con 700 euro di pensione appena incassata, dopo che un tipo lo aveva “accidentalmente” sporcato con della vernice, che aveva anche cercato di smacchiare.

Dopo aver acquisito le immagini di video sorveglianza dell’ufficio postale, confrontate con la descrizione testimoniale della vittima, i carabinieri sono riusciti a dare un volto e un nome agli abili borseggiatori (uno era noto negli “ambienti” con il soprannome di “Tonino mani d’oro”).

Non solo, ma dalle immagini i militari hanno pure appurato l’astuto modus operandi dei tre, rivelando che due borseggiatori maneggiando una finta cartellina, stazionavano all’interno dell’ufficio, in pianta stabile, senza effettuare alcuna operazione, mentre il terzo rimaneva fuori.

In realtà, i due uomini fermi all’interno dell’ufficio, avevano il compito di intercettare una vittima da indicare al “palo” rimasto fuori. Così è stato nel caso dell’anziano. Infatti, una volta uscito dall’ufficio postale, l’80enne è stato accidentalmente macchiato con del liquido che, il “palo”, ha cercato di pulire, mentre gli sfilava il portafogli.

Gli accertamenti successivi hanno dimostrato che i tre, pochi mesi prima, con le stesse modalità, avevano messo a segno altri furti ai danni sempre di persone fragili. Per due di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per uno gli arresti domiciliari.

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Anna Caprioli

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