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Brindisi, avviato procedimento disciplinare per quattro “no vax” in camice

da Elvira Zammarano

Però, ci chiediamo, anche, vista l’innocuità del vaccino, le ragioni per cui il Governo non lo rende obbligatorio per tutti, a prescindere, e senza l’obbligo della firma del “consenso informato”. La possibilità di scelta, così come stanno le cose, dovrebbe rimanere, dunque, una mera e libera opportunità lasciata ai singoli lavoratori di ogni categoria e specializzazione. Altrimenti, se tutto rimane così, non sapremmo come altro definire le “imposizioni” e i “diktat” avviati dai vari vertici istituzionali.

Inoltrato il procedimento disciplinare per quattro infermieri della Asl di Brindisi che hanno dichiaratamente detto “no” alla somministrazione della prima dose di Pfizer. Ma sotto la lente, ci sarebbero anche 34 medici, 87 infermieri e 14 operatori sanitari non ancora vaccinati, a cui andrebbero aggiunti altri 11 medici di base e pediatri e 6 specialisti convenzionati.

Tutto è cominciato diversi giorni fa con un provvedimento di ferie forzate e un ammonimento, a carico dei quattro infermieri, da parte del direttore sanitario dell’ospedale Perrino di Brindisi, con l’obiettivo di indurre anche gli altri indecisi, a sottoporsi alla vaccinazione. Provvedimento aggiornato, ieri, 29 marzo, attraverso l’apertura di un fascicolo finalizzato a chiarire la loro situazione.

Intanto, però, gli organi preposti, fanno sapere che chi non ha ancora esplicitamente dichiarato il proprio consenso a vaccinarsi, dovrà rimanere a casa, al contrario di coloro che lo avranno manifestato anche solo a livello intenzionale. Per quanto riguarda i quattro infermieri, restano per ora i provvedimenti disciplinari già disposti a loro carico, contro i quali si sono opposti i sindacati di categoria, ritenendoli fuori luogo e illegittimi. Ai quattro professionisti, sarà comunque data l’opportunità di spiegare le motivazioni delle loro scelte, al fine di chiarire le proprie posizioni sulla vicenda. Nel frattempo, però, si parla anche di iter disciplinari durissimi, ma previsti dalle norme, che vanno dalle sanzioni disciplinari avverse alla carriera, e con ricadute sullo stipendio, fino al licenziamento.

Provvedimenti, iter disciplinari e annesse sanzioni più volte sollecitate dai vertici del governo e, ora, auspicate, anche dai vertici del sistema sanitario delle province in questione, che hanno ribadito, “I principi basilari della nostra professione sono due, riferirci alla metodologia scientifica come riscontro validato e confermato dai dati, fornire risposte di salute per tutti i cittadini”. Pertanto, hanno detto, “Chiediamo a tutti i professionisti iscritti ai nostri ordini di vaccinarsi al più presto. Qualunque obiezione non giustificata da motivi medici, non solo è assolutamente contraria ai principi deontologici, con ovvie e immediate conseguenze, ma rappresenta un modo fortemente scorretto di rapportarsi a cittadini e pazienti in un processo di cura, un atteggiamento indegno della memoria di tanti professionisti che in questa pandemia hanno donato la vita per affermare una professione di vita”.

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