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Pace fiscale, maxi condono o banale déja vu?

da Francesco Tesoro

Il prossimo Disegno di Legge a favore del sostegno ai cittadini ed alle imprese, potrebbe cancellare tutte le cartelle esattoriali, emesse dal 2000 al 2015, con importi inferiori ai 5mila euro. Il DL sostegno è attualmente allo studio dell’esecutivo Draghi, ma voci di corridoio fanno intendere che la soluzione potrebbe essere questa. Ovviamente, per conoscerne i contenuti bisognerà attendere l’approvazione dello stesso decreto che sarà emanato quasi certamente la prossima settimana. A quel punto il contribuente non dovrà fare nulla, nel senso che sarà il Fisco che si incaricherà di provvedere allo stralcio automatico delle cartelle in oggetto.

Questa misura, riguarderà sia le persone fisiche, sia le partite IVA, mettendo mano alla forbice per un totale di circa 60 milioni di cartelle, il cui stralcio, verrebbe ammortizzato dallo Stato con un miliardo di euro nel 2021 e un miliardo nel 2022. Varie ovviamente le reazioni. Secondo Proietti, Segretario Confederato della Uil, la pace fiscale è da attuare solo per i dipendenti e per i pensionati. In una sua intervista ad Adnkronos, Proietti ha riferito che “le uniche categorie che meritano una vera pace fiscale sono i dipendenti ed i pensionati pubblici che pagano le tasse alla fonte dei loro redditi”. Urge, dunque, un significativo taglio delle tasse a lavoratori e pensionati, le altre ipotesi sarebbero solo l’ennesimo regalo agli evasori fiscali. Il Presidente del Consiglio Draghi nel suo intervento di insediamento aveva parlato di riforma fiscale, ma questa ci sembra davvero un banale déja vu.

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