Home Salute Vaccini, Ora le vaccinazioni passano ai medici di base, per Vito Bellini, medico UGS, potrebbe essere l’ennesimo bluff
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Vaccini, Ora le vaccinazioni passano ai medici di base, per Vito Bellini, medico UGS, potrebbe essere l’ennesimo bluff

da Elvira Zammarano

Lunedì 8 marzo, alle ore 19, in remoto, alcuni sindacati medici italiani ( FP CGIL medici – SIMeT – SMI – SNAMI – UGS), il presidente dell’ordine nazionale medici di famiglia (FNOMCeO) e Vice Segretario Nazionale della FIMMG, Filippo Anelli e Anci Puglia si incontreranno per definire l’organizzazione della campagna vaccinale che, come sappiamo, è stata recentemente affidata ai medici di famiglia. Una buona notizia per i cittadini che, però, non sanno che la prestazione dei medici di base, non sarà gratuita e avrà il costo di 25 euro se effettuata a domicilio, di 15 euro, se in ambulatorio. A pagare naturalmente sarà la ASL, ovviamente con i soldi della Regione. Stando così le cose, anche l’appello di Decaro ai medici, ora, ci sembra più chiaro: mettetevi “A disposizione gratis”. Su questo, però, c’è chi ribatte, perché, “le cose si potevano diversamente, più celermente e con un notevole risparmio di soldi per la collettività”. A spiegarci tutto è il dottor Vito Bellini, segretario del della UGS medici, uno dei sindacati che, lunedì 8, parteciperà all’incontro organizzato dall’Anci.

Dottore ci spieghi su cosa non è d’accordo?
“Nel comunicato, a firma mia e di altri quattro medici dei sindacati S.M.I., SNAMI, SIMeT, C.G.I.L. Fp Medici, in cui avvisiamo l’Anci che parteciperemo all’incontro di lunedì, viene spiegato quello che si sarebbe potuto fare, rispetto a ciò che è stato stipulato nell’accordo regionale. Voglio dire che la decisione di affidare la campagna vaccinale ai medici di base ci è sembrata una sciocchezza, rispetto alla nostra proposta di costituire un’equipe di medici, pronta a vaccinare la comunità, h24, con il supporto di studenti in medicina e impiegati per le pratiche burocratiche”.

Un progetto molto articolato.
“Ma fattibile e vantaggioso su più fronti. Mi spiego. L’inoculazione non può avvenire in un ambulatorio medico e peggio ancora in casa, perché è inutile nasconderlo, gli effetti collaterali, ci sono e ci saranno sempre e bisogna essere attrezzati per prevenirli. Per questo avevamo pensato di utilizzare grandi strutture, come per esempio il Bonomo, capaci cioè di accogliere più persone. Questo, insieme alla proposta dell’equipe in servizio gratuitamente h24, avrebbe consentito a tutti noi di procedere con una vaccinazione di massa, in tempi sicuramente più brevi rispetto ai medici di famiglia e con un notevole risparmio di soldi. Ma qui, dovremmo aprire un altro capitolo relativo al nuovo ospedale in Fiera. Che senso ha avuto realizzarlo con tutte le strutture abbandonate che abbiamo? E poi pagheremo un fitto all’ente Fiera e di quanto? Insomma, soldi spesi per un ospedale senza bagni e senza personale medico. A dir poco è paradossale”.

Ci dica ancora sulla questione vaccini-medici di base
“Anche su questo le domande non mancano e mi fa strano che a farle siamo solo noi. Una delle tante, per esempio, potrebbe essere: quante persone può contenere un ambulatorio e soprattutto un medico di famiglia, da solo, quante vaccinazioni può fare al giorno? Poi, ritornando agli effetti collaterali, avevamo raccomandato, che fuori ogni presidio vaccinale ci fosse un’autombulanza medica a supporto. Ora mi chiedo, quale ambulatorio medico potrebbe usufruire giornalmente di un tale sussidio? E ancora, quante ce ne vorrebbero di questi sussidi? Il rischio, alla fine, è quello di abbandonare i cittadini che soffrono anche di altre patologie”.

In concreto, gli opportuni spazi chi dovrebbe concederli?
“In questo frangente sono chiamati tutti a collaborare. E quando dico tutti, mi riferisco a Sindaci, Protezione Civile, ASL.. Spetta a loro adoperarsi per trovare ciò che serve e che il più delle volte già abbiamo. Mi sembra una proposta ragionevole. Dal canto nostro, siamo pronti ad organizzarci in equipe con tutti i medici dei vari ambiti della Sanità Territoriale e gratuitamente. Ecco perché l’appello di Decaro ci è sembrato strano…”.

Perchè strano?
“Beh, considerata la parentela stretta che c’è tra il primo cittadino di Bari e il presidente Anelli, firmatario dell’accordo regionale, c’è sembrato strano che l’appello, il sindaco di Bari, l’abbia rivolto all’etere e non direttamente al suo parente. Ecco, non vorremmo che ai nostri concittadini giunga il “solito fumo negli occhi”, capace di annebbiare solo la vista. Per questo voglio ripeterlo ancora una volta, mettiamoci in testa che per poter vincere questa battaglia è necessario che all’appello rispondano tutti e aggiungo, con una buona dose di buon senso e trasparenza”.

Ospedale Fiera 
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