Scuola Puglia, Sciopero del personale, “Basta con la scuola a gettoni”

L’invito allo sciopero indetto dai sindacati più rappresentativi della scuola (FLC Cgil, CISL Scuola, Uil Scuola, SNALS Confsal, FGU Gilda, ANIEF e ANP di Puglia) riguarda tutto il personale, dai docenti, agli ata, ai dirigenti. Il prossimo Venerdì 22 febbraio, dunque, i lavoratori del settore si fermeranno, e le aule e i collegamenti on line, rimarranno chiusi per tutta la prima ora di lezione.

Oggetto della protesta sono le ordinanze di Emiliano che hanno ridotto la didattica – espressione più alta dell’insegnamento e dell’apprendimento – ad una vera e propria contrattazione. “La scuola on demand – dicono i docenti – non funziona e non può funzionare, e questo deve essere chiaro a tutti”.

Posto che la stabilità e la continuità nella scuola, già prima del covid, fossero utopie affidate prevalentemente allo stratosferico impegno degli insegnanti e dei dirigenti, ora, addirittura sembra che il significato di queste due parole, sia  definitivamente scomparso anche dal patrimonio lessicale scolastico.

L’insegnamento, la didattica, non possono basarsi sulla estemporaneità o peggio sulle scelte affidate a chi, di queste scienze, poco o niente sa. La pandemia è in corso più virulenta che mai. Eppure l’unico problema da risolvere e di cui si parla (spesso anche a sproposito), sembra essere la scuola (e naturalmente i docenti). Se i trasporti (da secoli) non vanno, se le aule sono ridotte “a pollai”, se da anni non è stato organizzato alcun piano strutturale per rendere la scuola vivibile e sicura e se i pochi punti fermi sono stati irrimediabilmente compromessi ora dalla “novità” della didattica a domanda, non è certo colpa del personale scolastico. Personale che non ne può più e che ora dice basta.

Parlare ora, anche, di cambiamento del calendario scolastico o più concretamente di uno slittamento della chiusura delle scuole ai mesi più caldi dell’anno e, per essere ancora più chiari, del prolungamento delle lezioni sotto il solleone agostano, senza rendersi conto delle ripercussioni che questa balorda ennesima scelta avrebbe a livello generale e nazionale (no economia turistica, aule deserte in quanto non adeguate a garantire una possibile  permanenza nei locali oramai surriscaldati…), ecco, parlare di questo significherebbe ancora una volta, buttar via tutto il lavoro svolto finora dagli  insegnanti, la loro e l’altrui dignità.

Dunque, lo sciopero di Venerdì 22, non è per niente simbolico come taluni hanno scritto. È protesta reale per rimarcare ancora una volta l’insopportabile disagio che le scelte del presidente della Regione Puglia, Emiliano, e le sue ordinanze, hanno provocato in migliaia di lavoratori del settore.

“Lo sciopero è stato annunciato da noi segretari regionali – Flc Cgil (Claudio Menga), Cisl scuola (Roberto Calienno), Uil scuola (Giovanni Verga), Snals Confsal (Chiara De Bernardo), Fgu (Francesco Capacchione), Anief (Pasquale Spinelli), insieme all’Associazione nazionale presidi pugliesi guidata da Roberto Romito, che nella nostra Regione rappresenta poco meno della metà dei dirigenti scolastici – spiegano le organizzazioni sindacali. “Oggi, ci riuniremo in una conferenza stampa in cui esprimeremo le ragioni ed il disagio manifestato da tutta la scuola pugliese, in merito alle ordinanze del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Durante l’incontro – concludono – verrà presentata la lettera che noi segretari pugliesi invieremo, nella stessa giornata al Prof. Mario Draghi”.

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Elvira Zammarano

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