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AstraZeneca, inefficace contro la variante sudafricana, l’Oms nomina team di studiosi

da Elvira Zammarano

Uno studio condotto da Shabir Madhi, docente dell’Università di Witwatersrand, e dai ricercatori dell’Università di Oxford, ha dato pochissime speranze sulla reale efficacia del vaccino AstraZeneca. 2000 pazienti, giovani e in buona salute, sottoposti ai test, hanno fatto registrare un beneficio di appena il 10% contro la variante sudafricana del Covid-19, denominata 501Y.V2, più contagiosa del 50% rispetto al ceppo originario.

“Sono notizie molto deludenti”, ha detto Shabir Madhi, “Voglio sottolineare – ha ribadito il ricercatore – che i due terzi dei contagiati coinvolti nello studio presentavano sintomi lievi e un terzo sintomi moderati. Lo studio (tuttavia) non spiega se il vaccino protegga contro i sintomi gravi”.

A preoccupare i Governi, soprattutto la possibilità che la variante sudafricana, possa diffondersi più rapidamente visto che non c’è ancora niente in grado di contrastarla. Il Sudafrica, con 1.476.135 contagi e 46.290 decessi, è tra i Paesi africani più colpiti e la notizia della scarsa efficacia del vaccino sulla variante sta allarmando l’intera compagine geografica.

La prospettiva di trovare quanto prima una soluzione per AstraZeneca è impellente in quanto la sua produzione “non lucrosa”, favorirebbe i paesi più poveri e in via di sviluppo. Nel frattempo, in Sudafrica, l’inoculazione del vaccino è stata sospesa, fino a che il team di ricercatori indipendenti istituiti dall’Oms non produrrà nuova documentazione che sciolga i dubbi sulla reale efficacia di AstraZeneca.

“Uno stop temporaneo in attesa di studiare il prossimo passo”, ha riferito il ministro della Sanità sudafricano, Zweli Mkhize, anche se la situazione resta grave.

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