Bari, Protesta CPI, le parti si incontrano, ma è ancora tutto, troppo fumoso

Potremmo definire la questione dei formatori del Centro per l‘impiego ancora tanto, troppo, fumosa. Certo, dopo il sit-in dei lavoratori CPI, svoltosi, ieri, sotto la sede di Arpal Puglia, di Bari e “dopo settimane di denuncia e reiterati incontri – per lo più infruttuosi – con l’Assessore Sebastiano LEO e il Direttore Generale di ARPAL, Massimo CASSANO“, un piccolo passo è stato fatto. Anche se ancora troppo piccolo – dicono preoccupati i lavoratori –  per poter parlare di pace occupazionale.

Tuttavia, dall’esito dell’incontro, i segretari regionali MENGA, CALIENNO, VERGA e DE BERNARDO, rispettivamente di FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA e SNALS-Confsal, hanno fatto sapere che il direttore generale Cassano, ha assicurato che i 128 formatori – arbitrariamente lasciati a casa rientreranno in servizio da domani, 3 febbraio 2021, presso i CPI. Nel frattempo, hanno detto i sindacalisti, “sarà avviato, su precisa nostra richiesta, un tavolo tecnico per condividere una proposta di soluzione individuata da ARPAL, atta a garantire una prosecuzione dell’attività lavorativa almeno fino alla fine di Luglio”.

 Nel comunicato sindacale, viene anche precisato che, insieme a quello tecnico, “sarà avviato un tavolo politico per individuare e garantire una ulteriore copertura relativa alla fase successiva al mese di luglio, nella consapevolezza che la soluzione emersa questa mattina in ARPAL non ha, né potrebbe avere, il carattere di una soluzione definitiva alla ultradecennale questione che coinvolge queste lavoratrici e lavoratori”. “Inoltre”, hanno ribadito, “Resta ancora da definire come configurare il periodo dalla data di sospensione del servizio (1° gennaio 2021) alla data di ripresa del servizio (3 febbraio 2021)”. Anche questo, un inaccettabile “limbo” su cui si dovrà necessariamente fare chiarezza.

 

 Intanto, hanno spiegato i sindacalisti, “Con la mobilitazione di questa mattina, sia pure solo temporaneamente, si mette fine agli effetti dell’atto unilaterale di ARPAL, intollerabile e lesivo della dignità e dei diritti di queste lavoratrici e lavoratori ai quali, con sgradevole e inopportuno tempismo, solo alle ore 14,00 del 31 dicembre 2020 fu comunicata la sospensione dell’attività lavorativa a far data dal 1° gennaio 2021”. Allo stesso tempo, in modo univoco, tutte le sigle sindacali hanno voluto sottolineare che “che la mancata attuazione dell’impegno assunto con le organizzazioni sindacali di comparto (e gli stessi lavoratori) sul rientro al lavoro il 3 febbraio, porterà la protesta davanti alla sede della Presidenza della regione Puglia, di Bari”

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Elvira Zammarano

Elvira Zammarano

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