Home Cronaca Minorenni stuprate e indotte a prostituirsi, a processo banda di rumeni, Gens Nova al fianco delle vittime
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Minorenni stuprate e indotte a prostituirsi, a processo banda di rumeni, Gens Nova al fianco delle vittime

da Elvira Zammarano

Si è chiuso ieri, 26.01.21, il processo penale a carico di una famiglia di rumeni – F. C., P. C., S.C. e M.R.I. , colpevole di ogni tipo di abuso nei riguardi di tre ragazze, all’epoca dei fatti, minorenni. Il Pubblico Ministero ha chiesto per gli imputati, 13, 14 e 15 anni di condanna – pene esemplari -, fra due settimane ci sarà la sentenza finale. Gens Nova, presieduta dall’avv. La Scala, sin da subito si è costituita parte civile nel processo, conferendo il mandato all’avv. Gennaro Gadaleta.

L’accusa per la famiglia di rumeni è di aver compiuto, tra marzo e settembre del 2018, in un campo nomadi di Foggia, atti di inaudita violenza contro tre minorenni, S.J.,S.I.B. e R.P.C.. Gli imputati (per il delitto p. e p. dall’art. 81 cpv c.p., 110 c.p.,605, 1 e 3 comma c.p. art. 61 n. 2 C.p.), in concorso tra loro, esercitavano sulle ragazzine “poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà”. Botte, maltrattamenti, prestazioni sessuali imposte e minacce di morte erano “i mezzi” attraverso cui gli aguzzini ottenevano e si spartivano i proventi dell’attività di prostituzione.

Tutto era predisposto minuziosamente, dall’uso dei preservativi ai tempi della prestazione, alle tariffe che dovevano essere strettamente connesse al tipo di prestazione. La banda non ha mostrato compassione neppure quando una delle tre minorenni era 7° mese di gravidanza, sul cui bambino, addirittura, avevano mire “commerciali”. Infatti, le indagini hanno rivelato che la banda, aveva stabilito un prezzo per la vendita del neonato, di € 28.000. La svolta si è avuta quando J.S. è riuscita a fuggire, denunciando agli agenti della Mobile l’inferno in cui era precipitata. Ieri il processo e Gens Nova, come sempre, era accanto alle vittime. 

“Ancora una volta – ha detto l’Avv. La Scala, presidente di Gens Nova -, assistiamo a violenze indicibili, compiute a danno di soggetti deboli. Nonostante l’inasprimento delle pene e le leggi emanate a tutela delle persone vittime di violenza, si continuano a consumare orrori di questa portata. Ci auguriamo che le pene siano commutate in sentenza – ha ribadito il noto penalista – anche se  nessuna sentenza potrà mai arginare le ferite subite nell’animo da queste giovani donne”.

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