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Covid, Sbarca a Malpensa la variante brasiliana: perchè fa così paura?

da Elvira Zammarano

“È in corso di valutazione all’ospedale di Varese, il primo caso di variante brasiliana ad oggi osservato in Italia”, a comunicarlo la direzione dell’Ats dell’Ateneo Insubria (Agenzia di Tutela della Salute).

Il paziente, fanno sapere, dall’agenzia, è “in buone condizioni di salute, ma precauzionalmente è stato ricoverato per accertamenti nel reparto di Malattie infettive diretto da Paolo Grossi, dopo che la variante era stata identificata dal Laboratorio di microbiologia diretto da Fabrizio Maggi”.

L’uomo era appena giunto a Malpensa, dal Brasile, con uno scalo fatto a Madrid. Sottoposto al tampone dell’Ats, in ottemperanza all’ ordinanza del 16 gennaio disposta dal ministero, è risultato positivo al covid, nella variante brasiliana.

È la più temibile tra quelle finora individuate, ha spiegato il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, sia per contagiosità, sia perché “contiene mutazioni di una certa rilevanza e poi perché ci sono state segnalazioni di reinfezioni”.  Ora, anche, “La variante inglese sembra aumentare la trasmissibilità, ma non la risposta al vaccino”. Invece, “Per la variante sudafricana i dati sulla risposta al vaccino sono dubbi”, ha concluso Rezza.

Anche il virologo dell’Università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco, in una recente intervista ha spiegato i motivi per cui la cosiddetta variante brasiliana fa più paura, in quanto è una di quelle “mutazioni – ha detto – che si accumulano a livello della proteina Spike, ma in questo caso la Spike ha una conformazione diversa e gli anticorpi la riconoscono con minore efficacia. Quando noi facciamo una malattia – ha aggiunto Pregliasco – non produciamo un singolo anticorpo, ma diversi anticorpi. Allo stesso modo, nel caso del Covid-19, produciamo plurimi anticorpi per parti diverse della Spike. Ma con le varianti alcuni anticorpi non sono più in grado di riconoscere e quindi aggredire la proteina Spike”.

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