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52 enne minacciata di morte dal compagno, l’avv. La Scala di Gens Nova, “E’ intollerabile, saremo al suo fianco!”

da Elvira Zammarano

Quarantanove anni lui – ora agli arresti domiciliari – cinquantadue lei. Due persone che un tempo dicevano di amarsi e che oggi siedono l’uno di fronte all’altro, in un’aula di un Tribunale.

Il quarantanove, F.G., è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso la sua abitazione per aver tormentato, picchiato, offeso e minacciato di morte la 52 enne, compagna.

V.V., barese, era da tempo esposta alle angherie dell’uomo, ossessionato dalla gelosia. Più volte è stata presa per il collo, scaraventata contro il muro, per terra, picchiata e ingiuriata, “Puttana, troia, zoccola, sei una donna di poco conto, vai a letto con tutti!”.

Questo era il fraseggio che la 52 enne, V.V. era costretta a subire quotidianamente. Non era libera di uscire da sola, di frequentare amici e amiche, addirittura l’uomo le impediva di vedere la figlia quindicenne, nata da un precedente matrimonio. Il quarantanovenne, pretendeva di conoscere le password di Facebook e del cellulare. La aggrediva sia verbalmente che fisicamente durante il giorno e nel corso dei litigi, spesso esacerbati anche dall’alcool.

In una occasione, durante un litigio, F.G., aveva gettato per aria tutto ciò che gli era capitato sottomano, dalle sedie ai soprammobili. E poi giù con le ingiurie, le offese e le minacce di morte. Altre volte, spintonandola, l’aveva buttata per terra o contro un muro e in più di un’occasione le aveva stretto con forza le mani attorno al collo. L’ultima volta, dopo che la donna aveva deciso di lasciare la casa nel tentativo di sottrarsi ai maltrattamenti, dovendo recuperare alcuni effetti personali, si era recata presso l’ex abitazione per prenderli. Ma F.G., indispettito, non solo le aveva strappato di mano il cellulare, l’aveva aggredita procurandole lesioni guaribili in 10 giorni, un trauma cranico contusivo, graffi ed escoriazioni.

Poi la denuncia della donna, le indagini, fino ai domiciliari per l’uomo. Ed anche questa volta, Gens Nova presieduta dal noto penalista pugliese, Antonio La scala, con l’avvocatessa Laura Bellanova, sarà al fianco della vittima. “È intollerabile – ha detto la Scala – che ci siano uomini che, con i loro comportamenti, prevaricanti e prepotenti, possano condizionare la vita di un’altra persona. Ed è intollerabile che a compierli siano proprio coloro che dicono di amare quella persona, anche in nome di una gelosia, che, invece, tutto significa tranne che amore. Il nostro compito – ha affermato l’avvocato – e l’impegno sociale di Gens Nova non si fermerà e saremo sempre al fianco delle persone deboli e vittime di violenza. Donne, anziani e bambini – ha concluso – sono la parte più fragile della nostra società e noi abbiamo il dovere, facendo riferimento, anche e soprattutto, al nostro ideale associativo, di difendere. Per questo non ci fermeremo e metteremo in campo tutte le nostre competenze, quelle di cui l’associazione Gens Nova dispone”.

 

Gens Nova e l’impegno per l’ambiente

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