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Massimo Cassano, direttore Arpal Puglia, indagato per ipotesi di bancarotta

da Francesco Tesoro

Si tratta di un buco da 8 milioni di euro legato al periodo in cui l’ex senatore ed ex sottosegretario Massimo Cassano, attuale direttore dell’agenzia per il lavoro della Regione Puglia, Arpal, era amministratore (2002-2008) dell’azienda Work System, poi fallita.

La Work System, che gestiva un deposito franco doganale nel porto di Bari, è rientrata a pieno titolo nelle indagini avviate nel 2020 dai finanzieri pugliesi, per presunti illeciti riguardanti il mancato pagamento dell’Iva della società, proprio nel periodo in cui era amministrata da Cassano.

L’inchiesta, così come scrive la Gazzetta del Mezzogiorno, “si muove in un terreno molto complesso dal punto di vista normativo come quello del commercio con l’estero in esenzione di imposta”. Per Cassano e gli altri quattro amministratori a lui succeduti nella direzione della società, si ipotizza l’accusa “di concorso in bancarotta fraudolenta”.

Durante gli interrogatori di settembre, tutti gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, oggi, invece, arriva la notifica della Procura sulla conclusione delle indagini, condotte dal pm Giuseppe Dentamaro, per il  fallimento dell’azienda. L’imprenditore ha militato a lungo in Forza Italia poi nel Nuovo Centrodestra ed è stato sottosegretario dei Governi Renzi e Gentiloni.

Nel 2019 è stato nominato commissario Arpal e a dicembre ne è diventato direttore. I reati contestati dalla Procura di Bari riguardano esclusivamente la sua attività imprenditoriale. Per i difensori di Cassano, gli avvocati Gaetano e Luca Castellaneta, “L’insussistenza dei fatti addebitati al dottor Cassano – come riferisce il quotidiano barese – si evince chiaramente dagli atti di indagine. Pertanto, anche attraverso memorie difensive, dimostreremo la estraneità del dottor Cassano e solleciteremo la richiesta di archiviazione”.

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