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Ticket Asl fuori controllo, centinaia  di baresi non sanno se e quanto pagare

da Elvira Zammarano

Cipriani “I nostri consulenti sono al lavoro. Ma siamo in guerra, lo capite o no?”.

Pasquale, Gennaro, Maria non sono nomi fittizi, presi a caso per descrivere la drammatica situazione che sta riguardando centinaia e centinaia di nostri concittadini. Sono persone reali che ultimamente hanno ricevuto richieste di pagamento, dai 100 euro in su, per ticket sanitari relativi a vecchissime prestazioni. Dovuti o non dovuti non si capisce. Cert’è che persone inabili, con lavori precari, disoccupati e inoccupati hanno ricevuto tali richieste.

Alcuni hanno perso le ricevute, altri si sono accorti invece di aver addirittura già pagato. “Questo è indegno”, dicono, “poiché oltre a suscitare perplessità sulla grave situazione del momento fa comprendere le modalità assai raffazzonate con cui sono stati fatti e si fanno i controlli”. La lamentela è stata lanciata pubblicamente anche dal sindacalista e segretario del Movimento Riprendiamoci il Futuro, Luigi Cipriani, che definisce guerra ciò che stiamo vivendo. Cipriani, dal canto suo, volendo essere un piccolo salvagente per chi non ha dimestichezza con leggi, mezzi informatici (per capire se e quanto deve pagare) e, soprattutto, per chi non ha soldi, sta tentando di ricostruire tali situazioni.

“Abbiamo e stiamo ancora esaminato centinaia e centinaia di pratiche, ma si tratta di un lavoro immane” – dice Cipriani. “Ricordo, che il nostro, è un servizio gratuito che stiamo facendo insieme ai nostri legali”. “Di primo acchito – continua il segretario – emergerebbe che alla base di questa vicenda, ci sia una disattenzione, o meglio, una leggerezza sul controllo e il successivo invio di questi ticket”.

“Per esempio, ci sono molte famiglie che hanno già pagato le prestazioni e possono dimostrarlo, altre, invece, che pur avendo pagato non trovando più le ricevute, oggi, sono in difficoltà a dimostrarlo”. “In ogni caso – aggiunge -, il clima di incertezza creato dalla possibile disattenzione dei controlli, l’emergenza sanitaria, le multe salate sulle restrizioni dovute spesso ai colori cangianti, mi fanno pensare che siamo davvero sottoposti a veri e propri bombardamenti”.

“Inoltre – spiega Cipriani – c’è quella famosa diatriba sulle differenze tra disoccupato e inoccupato. Ovvero, se uno lavorava e veniva licenziato, aveva diritto in ogni caso all’esenzione sanitaria, mentre se uno per sua sfortuna era disoccupato, no. Come se un disoccupato lo fosse per piacere o fosse ricco da permettersi di non lavorare”.

E ancora, dice, “Esiste una circolare regionale, che indicava invece l’esatto contrario: il disoccupato o l’inoccupato hanno gli stessi diritti sull’esenzione, perché parliamo di reddito. Insomma delle due l’una”. “Comunque, senza fare promesse vane, con i nostri consulenti, abbiamo individuato alcune sentenze del Lazio in cui si parla di archiviazione dopo due anni dei ticket e che ora, sempre rafforzando il mio condizionale, vedremo se sarà possibile applicare anche in queste situazioni”. Poi, Cipriani conclude, “Però, dalla Asl mi piacerebbe sapere, qualcuno di voi ha mai provato ad avvicinarsi ad un vostro sportello per chiedere legittimamente info che lo riguardano? Bè, fatelo. Anche solo per gioco. Provate per favore…”.

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1 comment

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Annarita 17 Gennaio 2021 - 18:31

Agli uffici Asl (ex CTO) non ti fanno accedere, il vigilante non fa accedere nessuno. Quindi impossibile chiedere info, lo stesso vigilante l’unica cosa che sa /può dire è manda un email…ma non tutti abbiamo una casella PEC… e al telefono nn risponde nessuno

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