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Rifiuti nucleari anche in Puglia, tolto il segreto di Stato del 2015

da Francesco Tesoro

 

Finalmente, oggi, è pubblica la mappa segretissima dei 67 siti scelti dalla relazione tecnica della Sogin, una società di Stato, che ha individuato, dopo studi di fattibilità e sicurezza, le zone dove creare i siti per lo stoccaggio delle scorie nucleari.

I ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, avevano autorizzato la Sogin, alla disattivazione degli impianti nucleari e allo stoccaggio e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività. La realizzazione dei depositi, è prevista dalla direttiva dell’Unione Europea, n.70/2011, che prevede che lo smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi avvenga nello stesso Stato in cui sono stati prodotti.

Sono 67 i siti individuati come idonei in Italia. Anche la Puglia, con le zone di Gravina, Altamura Laterza ed una al confine tra la provincia di Matera e la provincia di Taranto, è stata chiamata in causa. In Italia i centri che producono o detengono rifiuti radioattivi sono decine: si va dalle installazioni ai centri di ricerca nucleare (4 centrali e 4 impianti del ciclo del combustibile), dai centri di gestione di rifiuti industriali a quelli del Servizio Integrato.

Molti di questi rifiuti radioattivi, provengono dagli ospedali che, abitualmente li trattengono fino al loro completo decadimento e poi li smaltiscono come rifiuti convenzionali. Questa notizia, non è inattesa, tuttavia è stato un fulmine a ciel sereno  tutti, tanto che molti politici locali, organizzazioni ambientaliste e cittadini, hanno già alzato le barricate in difesa dei propri territori.

Ora ci chiediamo come sia possibile destinare luoghi come il “Parco nazionale della Murgia”  ed il “Parco delle Gravine”, a siti di stoccaggio di scorie nucleari, se lo stesso Stato e la Regione Puglia  hanno, in quei luoghi, istituito il Parco delle biodiversità, oggi simbolo e stile di vita a cui i pugliesi guardano, come ha dichiarato lo stesso Presidente Emiliano. Il futuro della nostra Puglia è nel turismo, nell’agricoltura, nella zootecnia e nell’artigianato. La storia della nostra Regione non può essere toccata dal nucleare che non ci appartiene e che non vogliamo.

 

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