Home Salute Andrea Ippolito, biologo di Monopoli, è il primo Italiano vaccinato a Londra
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Andrea Ippolito, biologo di Monopoli, è il primo Italiano vaccinato a Londra

da Avv. Cosimo Martino

Lo scorso 3 gennaio è iniziata la campagna vaccinale nella capitale britannica. Il dott. Andrea Ippolito, 27 enne, biologo, italiano, originario di Monopoli, laureatosi col massimo dei voti in Biomedical science, è stato il primo a ricevere l’ormai noto vaccino anticovid. Lo studioso ha voluto rilasciare alla nostra redazione una interessante intervista sul tema.

Dott. Ippolito, da quanti anni vive a Londra e qual è il suo campo di specializzazione?Vivo a Londra da circa sette anni e, dopo il conseguimento della laurea in Biomedical science presso la London Metropolitan University,  ho  iniziato a dedicarmi alla ricerca in campo  di  patologie molecolari e genetiche per il The Doctors Laboratory, con sede in Londra, The Halo Building, 1 Mabledon Place  e per il Health Service Laboratory, una partnership tra The Doctors Laboratory, Royal Free London NHS Foundation Trust  (Royal Free London) e University College London Hospitals NHS Foundation Trust; in tale campo di ricerca mi propongo, altresì,  di  elaborare  un portfolio per IBMS in Genetics, l’Institute of Biomedical Science, il principale organismo di formazione e sviluppo professionale per scienziati, personale di supporto e studenti nel campo delle scienze biomediche”.

Sappiamo che Lei è direttamente coinvolto nella lotta al covid-19, esatto?
“Si, certo, mi occupo di analisi batteriologiche, virologiche e parassitologiche, in qualità di supervisore del Surge lab ad Halo building, con sede a Londra, uno dei due laboratori di analisi di tamponi COVID in Inghilterra”.

Come procede la campagna vaccinale in Inghilterra e, in particolare nella capitale?
“La campagna vaccinale londinese, così come nel resto d’Inghilterra,   è strutturata essenzialmente su base di necessità. Una volta tracciate le aree e le comunità più bisognose di vaccini in base al numero di persone risultate positive al sars-cov2,  in relazione anche all’età media dei vari residenti dei distretti londinesi, i GP (medici di base) o i centri ospedalieri predisposti, vengono riforniti di vaccini anti COVID, da  somministrare in base alle priorità  stabilite dal governo”.

Anche qui in Italia sono stati stabilite delle priorità, da voi quali sono?
“Innanzi tutto l’età dei pazienti (over 80), occupazione e residenza, per esempio per chi lavora o vive in case di riposo o di cura, persone più deboli come immunosoppressi e, naturalmente tutti coloro che lavorano nella NHS,  la sanità pubblica inglese, da sempre abituata ad un  piano di vaccinazione su larga scala”.

In numeri, quanti vaccini sono già a disposizione della sanità inglese e quanti cittadini hanno già ricevuto la prima dose.
“Il numero di vaccini ordinati dal governo inglese al momento si aggira intorno ai 100 milioni di vaccini Pfizer e 50 milioni di vaccini Azteca e credo che al momento siano stati somministrati all’incirca un milione di vaccini fino alla scorsa settimana”.

In merito alle preoccupazioni circa eventuali effetti collaterali e efficacia del vaccino, Dott. Ippolito cosa si sente di dire?
“Ritengo che la situazione debba essere monitorata e che occorra tener conto della imprevedibilità’ di questo virus mutevole. Non è possibile fare pronostici azzardati sull’intera vicenda Covid che ci vede tutti coinvolti, cittadini e operatori sanitari in genere. Ma sono sereno nell’affermare che non ci sia nulla di cui preoccuparsi riguardo all’attuale vaccino anti-covid, dato che ha superato egregiamente ogni test e che si conosce esattamente la sua composizione.

Mi spieghi meglio, Dott. Ippolito.
“Il vaccino, è formato da mRNA che non muta nella maniera più assoluta il DNA umano, particelle lipidiche che servono a conservare l’rna messaggero, zuccheri, sali ed acqua. Ritengo che ogni perplessità o dubbio sull’efficacia del vaccino debba essere espressa nel giusto contesto e su basi scientifiche, per un confronto sereno e fondato con lo scopo di informare correttamente i cittadini. Personalmente, mi ritengo fortunato nell’ aver già ricevuto il vaccino”.

Preoccupazione è stata espressa da molti cittadini circa l’interazione tra vaccino e patologie allergiche, vi sono effettivamente rischi?
Ricollegandomi a ciò che ho appena detto sulla composizione del vaccino e la sua efficacia, circa  le possibili relazioni con le allergie, va detto che in ogni nazione si adotta lo stesso sistema,  che è quello di compilare un modulo di autocertificazione in cui si attesta che il paziente non presenta alcuna precedente allergia o che diversamente, è affetto da patologie allergiche. E soprattutto reazioni allergiche di una certa entità come anafilassi o precedenti allergie ad altri vaccini. Riguardo alle reazioni allergiche minori, di solito immediate, come irritazioni cutanee istantanee, queste presentano la stessa casistica dei farmaci di uso quotidiano, tipo il paracetamolo.  Posso concludere, su basi scientifiche, che l’attuale vaccino non sia “diverso” da qualsiasi altro vaccino già sperimentato e somministrato”.

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