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La scuola riapre in sicurezza? L’Azzolina insiste, ma in molti dicono no

da Elvira Zammarano

Le voci sono tante e arrivano da più parti e da ambiti diversi. Anche per Carlo Castellana, coordinatore provinciale e vice segretario regionale della Gilda degli Insegnanti di Bari, la risposta è ancora una volta no. “No al rientro in presenza, no ad una scuola supermarket”.

A cinque giorni dal ritorno in aula, si riaccendono le polemiche. E la domanda è sempre la stessa, ci sono le condizioni per evitare che la scuola diventi, nonostante tutte le precauzioni, bacino e diffusione del virus? I dati sfuggono, così come i tracciamenti, una delle poche certezze rimane l’Rt, che in alcune Regioni, tra cui la Puglia, è ancora pericolosamente alto.
Tuttavia, seppure osteggiata da certa parte della politica, dallo stesso Ordine dei Medici e dalla maggior parte degli scienziati (vedi Massimo Galli, “Dopo il 7, avremo contezza dei casi di contagio avvenuti a Natale”.), l’Azzolina insiste. È fra i banchi che si costruisce, mattone dopo mattone, il futuro di ciascuna e ciascuno. Il futuro della Nazione. Per questo – dice – non possiamo arrenderci e dobbiamo, ciascuno degli attori coinvolti, operare uniti”.
Anche i sindacati della scuola hanno ribadito il loro punto di vista e in particolare Carlo Castellana della Gilda degli Insegnanti di Bari. “Come ho già detto in precedenti comunicati – ha spiegato il sindacalista – la preoccupazione di un’organizzazione sindacale come la nostra è principalmente rivolta a tutelare chi rappresenta ed i suoi iscritti”.
“Riteniamo – continua Castellana – che nulla è stato fatto per garantire condizioni di sicurezza per il rientro a scuola. Non siamo a conoscenza di un piano dei trasporti adeguato, gli organici sono rimasti invariati e le classi sono quelle affollate di sempre”.
“Tra le nostre proposte – insiste – c’era quella di uno screening di massa della popolazione scolastica, del quale non c’è stata traccia, salvo in rarissimi casi. E dopo 15 giorni di sospensione, durante i quali, nonostante le zone rosse, sappiamo benissimo ci siano stati innumerevoli contatti, temiamo che altissima sia la possibilità di un boom dei contagi a scuola”.
“Dunque – conclude il Professore -, riteniamo che per tutti gli ordini di scuola, dall’infanzia alla secondaria di II grado, non ci siano le condizioni per un rientro in sicurezza. Non siamo per la dad, che consideriamo un pessimo modo di far scuola, ma abbiamo il dovere di tutelare la salute di chi rappresentiamo e per questo diciamo ancora una volta No al rientro in presenza”.

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