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Hai un conto corrente bancario? Allora da oggi fai attenzione…

da Francesco Tesoro

L’inizio del nuovo anno, porta una novità poco piacevole per milioni di italiani. Avere conti correnti in rosso, sarà molto rischioso; si potrebbe essere segnalati come debitori in sofferenza, e questo comporterà gravi disagi economici.

Dal 1gennaio 2021, l’EBA, Autorità Bancaria Europea, ha posto in vigore delle regole che portano le banche al blocco automatico e immediato degli addebiti sui conti correnti in rosso o che rischiano di diventare tali. Ogni mese, se ci sono i soldi sul conto corrente, la nostra banca, tramite il rid automatico, pagherà i nostri debiti. È una bella comodità, ma anche un impegno. Perché sarà necessario, d’ora in avanti, tenere sempre sotto controllo la nostra situazione patrimoniale sottoposta a regole finanziarie, ora, più rigide.

Tutto questo, potrebbe creare disagi e problemi agli utenti che, già, usufruiscono degli addebiti in conto per pagare luce-TV, gas e telefono, finanziamenti, prestiti, ma anche bollette, tasse o imposte. I piccoli sconfinamenti sul conto corrente, non saranno, dunque, più possibili. E questo potrebbe causare danni ulteriori ad artigiani, commercianti, piccoli imprenditori ma soprattutto alle famiglie, già tanto in affanno.

Le banche, finora, permettevano di rispondere a momenti di crisi e impegni economici importanti, garantendo comunque il pagamento anche se non si disponeva di liquidità immediata, grazie ad un rapporto fiduciario che si instaurava con il cliente. Ora, non sarà più così, e proprio per il regolamento EBA. Sicché dopo tre mesi di mancati pagamenti – anche di pochi euro – la Banca, e non l’impiegato (che lavora in Banca), avrà l’obbligo di segnalare il debitore alla centrale rischi.

Ora, diventare debitori a livello bancario è una condizione da prendere nella massima attenzione, le conseguenze sul lungo e medio periodo potrebbero essere diverse e gravi. Lo ha spiegato bene l’ABI (Associazione bancaria italiana) quando uscirono le prime regole in cui informò che “una condizione di indebitamento non può durare più di 90 giorni”.

Essere definito un “cattivo pagatore” o persona inadempiente è una condizione che escluderebbe chicchessia dalla possibilità di accedere a un credito e a eventuali prospettive di ripresa. Condizione, questa, che con le nuove regole, vista l’attuale situazione, si può raggiungere con estrema facilità. Per questo sia l’ABI che le diverse associazioni di categoria si sono riunite per compilare un documento in cui spiegano che bisogna intervenire con urgenza sulla nuova normativa che definisce “deteriorati” gli utenti indietro con i pagamenti. Cioè, bisognerebbe tornare a quel rapporto fiduciario ad personam che gestiva la relazione Banca cliente.

Ma è opportuno segnalare anche, in questo drammatico contesto di precarietà esistenziale ed economico, l’estraneità degli operatori bancari in un processo che non favorisce certo gli utenti ma neppure il loro lavoro.

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