Home Lavoro Il coraggio di Michela, sfruttata in un call center. “Non abbiate paura”
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Il coraggio di Michela, sfruttata in un call center. “Non abbiate paura”

da Elvira Zammarano

Michela Piccione, 35enne di Sava (Ta), diventa Cavaliere della Repubblica per “il suo coraggioso gesto di denuncia delle condizioni di sfruttamento del lavoro giovanile”. Un riconoscimento più che meritato considerato che la 35enne di Sava lavorava in un call center di Taranto per 33 centesimi a un massimo di 1,18 euro l’ora, con decurtazioni in caso di assenza o ritardo, anche di soli tre minuti per andare alla toilette. Mattarella l’ha, dunque, inserita tra le persone che quest’anno hanno meritato l’ambita onorificenza. “Non ci credevo – ha detto commossa -.  Per me è un onore questo riconoscimento da parte del presidente Mattarella. Siate sempre orgogliosi di voi stessi e non abbiate paura, non sarete mai soli”. La giovane, che ha ricevuto il plauso “per aver promosso egregiamente legalità e diritto al lavoro, prerogative imprescindibili del vivere civile”, anche da Massimo Serio, segretario di “Articolo Uno” Taranto, lavorava in un call center di Taranto con altre 20 colleghe. Call center che fu successivamente chiuso dopo l’esposto di Michela e delle altre operatrici all’Ispettorato del Lavoro e dopo la denuncia fatta dalla Slc-Cgil per tutte le irregolarità riscontrate.

“Oggi – ribadisce il segretario della Slc Cgil di Taranto, Andrea Lumino – siamo contenti di poter mandare un messaggio: denunciare serve, il coraggio è importante, non dobbiamo abbassare la testa mai”. Lo stesso dice Pino Gesmundo, segretario Cgil Puglia, “dopo un anno così difficile la storia di resistenza e giustizia di Michela deve essere per tutti fonte di ispirazione affinché, con la forza della consapevolezza, della determinazione e dell’organizzazione, si possano cambiare le cose e rivendicare la dignità e i diritti che ci appartengono”. Ora Michela è impiegata in un call center  con un regolare contratto a progetto.

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