Home Cronaca Bari, Truffa alla Regione Puglia per 22 milioni, 21 indagati, 6 ai domiciliari

Bari, Truffa alla Regione Puglia per 22 milioni, 21 indagati, 6 ai domiciliari

da Elvira Zammarano

22 Milioni di euro, a tanto ammonta la somma truffata alla Reg. Puglia.

7 le persone raggiunte da un’ordinanza applicativa di  misure cautelari personali e reali, emessa dal gip Del Tribunale di Bari su richiesta della Procura. Per 6 di loro sono stati disposti gli arresti domiciliari, per uno, invece, l’interdizione dall’esercizio dell’attività forense per 6 mesi. L’accusa per tutti, a vario titolo, è di associazione per delinquere, truffa aggravata, falsità ideologica, corruzione in atti giudiziari e auto-riciclaggio. Con lo stesso provvedimento è stato disposto anche il sequestro di beni mobili, immobili e finanziari per oltre 22.000.000 di euro.
Gli indagati, 21 in tutto, di cui 3 avvocati, 1 dipendente di uno studio legale barese, 1 consulente di un’associazione a  tutela dei consumatori di Barletta e 1 operatore giudiziario in servizio presso l’Ufficio delle Esecuzioni Mobiliari del Tribunale di Bari, sono stati individuati, alla fine di una serie di articolate e complesse indagini.
L’attività investigativa è stata avviata nel 2018 a seguito di una denuncia per una presunta indebita acquisizione di compensi professionali da parte di alcuni avvocati di uno studio professionale barese. I compensi percepiti dai professionisti erano di fatto il provento di numerosi contenziosi civili intentati contro la Regione Puglia per conto di oltre 3.000 agricoltori che chiedevano il pagamento dei contributi regionali (legge n. 29/1982), a titolo di indennità compensativa – corrisposta negli anni 1989/1993 – in favore di imprenditori agricoli operanti in aree geografiche svantaggiate.
Le intercettazioni telefoniche e ambientali e le analisi dei documenti e dei resoconti finanziari, hanno consentito di individuare una vera e propria associazione per delinquere che, attraverso dinamiche fraudolente, ha messo in atto migliaia di contenziosi di natura civilistica, al fine di conseguire illecitamente i relativi  compensi professionali ai danni della Regione Puglia.
Addirittura la  compagine criminale – utilizzando anche mandati difensivi falsi, che riportavano però le firme apocrife degli imprenditori patrocinati, oppure riferiti a persone decedute – ha artificiosamente frazionato i contributi complessivamente spettanti a ciascun agricoltore nelle diverse annualità. In tal modo i legali, componenti l’associazione per delinquere, hanno intentato, per ciascuna annualità, altrettante cause civili finalizzate ad ottenere il pagamento sia delle indennità agricole spettanti, sia delle connesse spese legali, in questo modo indebitamente incrementate.
Una volta ottenuta la corresponsione dei contributi spettanti agli agricoltori, l’organizzazione criminale ha provveduto ad attivare nei confronti della Regione Puglia nuovi contenziosi, questa volta tendenti ad ottenere il riconoscimento degli interessi di mora maturati sui pagamenti delle indennità agricole, avvenute in ritardo, nonché il pagamento di quelle spese legali riconosciute in giudizio, ma non ancora rimborsate dall’Ente.
Non contenti, gli avvocati indagati, al fine di intralciare la costituzione in giudizio della Regione Puglia, hanno promosso talune azioni giudiziarie – in violazione alle norme sulla competenza territoriale dei Giudici di Pace – presso i Tribunali di altre province del territorio nazionale (Lecco, Crema, Como, Torino, Napoli, Vercelli, Matera, Trani e Pisticci).
Le investigazioni, inoltre, hanno fatto emergere gravi condotte corruttive di un operatore giudiziario, in servizio presso la Cancelleria delle Esecuzioni Mobiliari del Tribunale di Bari, il quale, violando i propri doveri di ufficio ed in cambio di denaro e altre utilità, ha istruito le richieste di rimborso avanzate dagli indagati anticipando le udienze dell’esecuzione rispetto agli ordinari tempi di attesa.
Le indagini finanziarie, infine, hanno permesso di riscontrare diverse operazioni di autoriciclaggio organizzate da alcuni indagati, che hanno trasferito sui propri conti correnti bancari parte delle somme illecite ottenute. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari personali, le Fiamme Gialle baresi – su delega della Procura di Bari – hanno dato attuazione al sequestro preventivo, finalizzato alla confisca   “diretta” e “per equivalente” di beni e disponibilità finanziarie dei soggetti raggiunti dalla misura cautelare.

 

 

Articoli correlati

Lascia un commento