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Europa League, tra luci ed ombre, le italiane passano (quasi) tutte

da Alessandro Andrea Argeri

Al termine delle fasi a gironi delle competizioni europee con la sesta giornata di Europa League, le italiane, tra luci e ombre, ci hanno riservato non poche sorprese.

In Champions, la Juventus di Cristiano Ronaldo vince il testa a testa con il Barcellona di Leo Messi e dell’ex Pjanic. I bianconeri lo fanno in grande stile: dominando direttamente al Camp Nou, proprio in casa degli spagnoli, con un McKennie mozzafiato che si inventa un gol in sforbiciata, letteralmente da cineteca, e un CR7 cinico dal dischetto per due volte consecutivamente. Che Pirlo sia riuscito a scacciare le critiche sul campionato con la prestazione migliore della stagione? Pure l’Atalanta, malgrado le polemiche delle ultime settimane per qualche pareggio di troppo, riesce a ritagliarsi un posto tra Ajax e Liverpool, due avversarie non semplici per la squadra di Gasperini, la quale potrebbe comunque cambiare allenatore se le voci su una possibile rottura dello spogliatoio risultassero fondate. Seconda anche la Lazio, che, nonostante il pareggio con il Club Brugge, ha solo da festeggiare per essere tornata tra le prime otto d’Europa dopo oltre vent’anni. I ragazzi di Simone Inzaghi scrivono la storia del club con il classico Ciro Immobile che ne segna cinque in sei partite, compensando forse qualche mancanza nel reparto difensivo. Situazione diversa invece per l’Inter di Antonio Conte. I nerazzurri non sono mai riusciti ad ingranare fin dalla prima giornata e chiudono il girone ultimi, sotto un Borussia Monchengladbach rivelazione e uno Shaktar Donetsk terzo più per demeriti degli avversari quanto per l’effettiva bravura in campo. Questa volta “Big Room” non basta a portare avanti la squadra, anzi, sbaglia pure lui, clamorosamente, complice forse l’aria pesante creata dal tecnico leccese, sempre più al centro della bufera tra scontri con la dirigenza iniziati a Giugno e il caso Eriksen su cui potrebbe addirittura esserci del personale. Dall’altra parte di Milano invece la situazione è esattamente l’opposta: i rossoneri infatti sono primi nel girone, primi in campionato (per di più sopra gli odiati cucini), primi persino nel battere le statistiche, insomma, alla squadra di Pioli, o di Ibrahimovic, sembra girare tutto perfettamente, tanto che il Milan da record che vince e convince sembra poter lasciare ai tifosi la speranza, o l’illusione, dei tempi d’oro dei titoli europei. Prime anche Napoli e Roma, le quali confezionano un primo posto mai messo in discussione con un buon margine di distacco dalle rispettive seconde. Gli azzurri pareggiano con Zielinski in un ottimo momento di forma, e dedicano la qualificazione all’idolo Maradona, mentre i giallorossi concludono perdendo 3-1 con i russi del CSKA Sofia ma giocando con le riserve per risparmiare le forze in vista del prossimo impegno di campionato contro il Bologna. In attesa dei sorteggi, che potrebbero rivelarsi insidiosi per chiunque, l’Europa League procede

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