Home Scuola Scuola, Chiusura a giugno, l’ultima del Miur, Di Meglio (Gilda), dice “No”
Scuola

Scuola, Chiusura a giugno, l’ultima del Miur, Di Meglio (Gilda), dice “No”

da Elvira Zammarano

L’ultima della Azzolina, prolungare di un mese la fine dell’anno scolastico per consentire il recupero delle ore “perse” in DAD. La proposta se dovesse essere considerata porterebbe alla chiusura dei lavori scolastici, tra scrutini ed esami, a luglio inoltrato.

Per Rino Di Meglio, segretario nazionale del sindacato Gilda, “Un’offesa alla professionalità dei docenti. Difficile rientrare a scuola, in presenza, il 7 gennaio” e ribadendo la sua contrarietà, aggiunge, “la ritengo una proposta che offende la professionalità di tutti gli insegnanti impegnati ormai da mesi nella Didattica a distanza, metodologia faticosa, che richiede molta preparazione e un tempo di lavoro di gran lunga superiore rispetto a quello ordinario”.

“Se anche in quest’anno scolastico è stato necessario ricorrere alla Dad – sostiene il sindacalista – è perché il Governo nel suo insieme non è riuscito a realizzare quelle condizioni imprescindibili per un ritorno a scuola in sicurezza. E non si capisce per quale motivo a pagarne il conto debbano essere i docenti. In estate la Germania ha investito 500 milioni di euro per dotare le aule di impianti di aerazione mentre l’Italia ha puntato sui banchi a rotelle: non credo ci sia altro da aggiungere”.

Per quanto riguarda il ritorno in presenza,  il 7 gennaio e la conta dei contagi nella scuola, Rino Di Meglio, è fortemente perplesso, “Allo stato attuale è poco verosimile un ritorno in presenza per il 75%, è difficile che in così poco tempo si riesca ad approntare le necessarie misure di sicurezza. Tra l’altro, la storia recente dimostra come i tavoli istituzionali si risolvano sempre in chiacchiere inutili”, così per la trasparenza dei dati, chiarisce ancora il sindacalista, “la Gilda”, “ha chiesto sin dall’inizio dell’anno scolastico di rendere pubblici i dati riguardanti le scuole, senza però ottenere risposta. Riteniamo – aggiunge –  che la trasparenza costituisca un elemento essenziale della democrazia ed è grave che, proprio quando l’epidemia è tornata a esplodere, il ministero dell’Istruzione abbia rinunciato a raccogliere i dati attraverso il monitoraggio condotto con i dirigenti scolastici. E troviamo inutile  e inopportuno adesso dire che è compito della sanità, quando è sotto gli occhi di tutti che in molte parti d’Italia i tracciamenti dei contagi sono andati in crisi perché la sanità è allo stremo”.

 

Articoli correlati

Lascia un commento